“ConTatto. Io, il buio e la fisioterapia” un dialogo di luce, mani e cuore

La sua è una storia di profonda forza interiore. A soli 16 anni perde la vista a seguito di un tragico incidente e da quel momento la sua vita cambia per sempre. Oggi Paolo Boccia è un professionista affermato, un fisioterapista e al Teatro Odeon di Firenze presenta il suo secondo libro ConTatto, io il buio e la fisioterapia.

Dalla penna al tatto, dall’ombra alla luce: nel suo secondo libro Paolo Boccia intreccia il cammino professionale con quello personale, mostrando come un incidente che lo ha privato della vista non debba segnare la fine, bensì trasformarsi in un punto di partenza per nuove visioni. L’autore non si limita solo a raccontare la fisioterapia come tecnica ma pone al centro il rapporto “terapeuta-paziente” come qualcosa che va oltre il fisico, dove ascolto ed energia diventano parole chiave.

22 i capitoli del testo. All’interno storie, aneddoti divertenti, situazioni insolite e confessioni intime dalla comicità all’imbarazzo, ma tutti con al centro un tema caro a Paolo Boccia, la gratitudine. Quel grazie che spesso è difficile dire a parole, ma che la penna dell’autore ha messo nero su bianco.

L’opera conferma Boccia come voce autorevole non solo nel campo medico-riabilitativo, ma anche nel panorama più ampio della cultura sulla disabilità, la resilienza e la forza dell’essere umano. ConTatto non è solo un titolo: è una promessa. Quella di una cura che non dimentica l’umanità. Quella di un uomo che ha trasformato il buio in strumento di luce. Quella di un cammino che non chiede di vedere, ma solo di sentire — davvero.