11enne aggredita da un gruppo di coetanei, la violenza ripresa con i cellulari

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Un episodio che sconvolge la comunità umbra: una bambina di soli 11 anni è stata aggredita da un gruppo di coetanei nel centro storico di Foligno, mentre alcuni spettatori filmavano la scena con i loro cellulari. L’aggressione è stata denunciata dalla madre, e ora sono in corso indagini da parte dei Carabinieri.


Cosa è successo

Secondo quanto riportato da ANSA, l’undicenne era uscite per una passeggiata insieme a un’amica quando, in piazza San Domenico, è stata attirata con un pretesto: qui, un ragazzino l’ha spinta a terra. Successivamente è stata trascinata verso una zona più isolata, dove una decina di bambini e bambine l’hanno circondata e sbattuta contro un muro. Alcuni presenti hanno filmato l’aggressione ridendo mentre la ragazza veniva picchiata.

La vittima è stata medicata al pronto soccorso; le sue lesioni sono guaribili in circa una settimana, ma la mamma sottolinea che la ferita più profonda è quella emotiva.


Le reazioni istituzionali

Il sindaco di Foligno, Stefano Zuccarini, ha definito il fatto “deprecabile” e ha stigmatizzato l’aggressione, pur preferendo non qualificarla come un atto di “baby gang” organizzata. Un episodio da monitorare con attenzione, secondo il primo cittadino.

Nel frattempo, la deputata umbra Elisabetta Piccolotti (Avs) ha annunciato un’interrogazione parlamentare per sollecitare servizi educativi e sociali dedicati all’adolescenza, con l’obiettivo di prevenire il ripetersi di simili episodi.


Indagini in corso e il ruolo delle telecamere

I Carabinieri di Foligno stanno raccogliendo testimonianze, acquisendo le immagini delle telecamere comunali installate nella zona — una rete di videosorveglianza definita tra le più efficaci del Paese. I video registrati con i cellulari dai ragazzini non sarebbero ancora stati acquisiti dagli inquirenti, ma restano un ulteriore elemento su cui focalizzare l’attenzione per identificare gli aggressori e analizzare il contesto.


Il punto della madre e della comunità

La madre della piccola ha voluto chiarire che non si tratta di un banale litigio tra ragazzini, ma di un atto grave di bullismo e sopraffazione, sintomo di un punto di rottura nei legami educativi e sociali. Ha chiesto maggiore attenzione da parte delle scuole e delle istituzioni nei confronti di comportamenti sempre più violenti tra minorenni.