Israele ha annunciato che non consentirà l’accesso dei media internazionali nella Striscia di Gaza fino a quando le ostilità non diminuiranno. Lo ha dichiarato l’ambasciatrice Orli Gil, rappresentante permanente aggiunta di Israele presso le organizzazioni internazionali a Roma, durante un incontro con la stampa all’ambasciata israeliana.
La diplomatica ha risposto così a chi le aveva fatto notare che solo la presenza della stampa internazionale potrebbe contribuire a ridurre il rischio di “fake news messe in scena da Hamas”, accuse che Gil aveva appena formulato in riferimento al movimento palestinese.
“È una zona di guerra. Abbiamo visto in passato che quando i reporter vengono feriti gioca sempre a sfavore di Israele. Ora non possiamo permettere a dei civili di entrare in zona di guerra”, ha spiegato Gil, sottolineando la pericolosità della situazione e la necessità di tutelare la sicurezza delle persone.
Questa decisione arriva in un contesto di tensione e violenze nella regione, dove la presenza mediatica internazionale è considerata cruciale da molte organizzazioni umanitarie e agenzie di stampa per garantire una copertura imparziale e trasparente degli eventi.
Israele, però, mantiene una linea ferma nel limitare l’accesso, evidenziando la priorità della sicurezza e accusando Hamas di manipolare le informazioni diffuse all’esterno.
