Pascal Rafik Mounir, una ragazza egiziana di 18 anni, è morta improvvisamente durante il suo pellegrinaggio a Roma in occasione del Giubileo dei giovani. Giunta in Italia con il suo gruppo per partecipare al grande raduno internazionale che ha riunito un milione di ragazzi da tutto il mondo, Pascal ha accusato un malore nella serata di venerdì 1 luglio mentre si trovava su un pullman diretto ad Artena, dove era ospite insieme ai suoi compagni di viaggio.
La giovane, affetta da una grave patologia cardiaca, aveva già manifestato sintomi durante la mattinata al Circo Massimo, durante la giornata penitenziale dedicata alle confessioni. I medici presenti le avevano suggerito di recarsi in ospedale, ma lei aveva rifiutato, rassicurando tutti dicendo: “Non è niente, mi sento bene”. Poche ore dopo, il peggioramento improvviso delle sue condizioni ha richiesto l’intervento dei soccorsi. Nonostante i tentativi di rianimazione, Pascal è arrivata all’ospedale di Colleferro già priva di vita.
Il giorno successivo, Papa Leone XIV ha incontrato i giovani pellegrini egiziani, compagni di Pascal Rafik, esprimendo parole di profonda vicinanza e riflessione spirituale. “Questa mattina presto ho ricevuto la triste notizia della vostra compagna, vostra sorella, che è morta inaspettatamente ieri sera”, ha dichiarato il Papa in inglese. “In un momento come questo, in cui celebriamo la nostra fede con gioia, ci viene ricordato in maniera potente che non abbiamo il controllo sulle nostre vite. Ma Gesù è vita e risurrezione”.
Il Pontefice ha citato Sant’Agostino, ricordando che è umano piangere per la perdita di una persona cara, ma che la fede nella risurrezione deve essere la fonte della nostra speranza. “Anche noi abbiamo visto Gesù Cristo morire sulla croce e risorgere dai morti. È questa fede che ci unisce e ci dà la forza di andare avanti anche davanti a esperienze così dolorose”.
La morte di Pascal Rafik Mounir ha scosso profondamente la comunità dei giovani pellegrini e ha lasciato un segno indelebile nel cuore di chi l’ha conosciuta. La sua determinazione a partecipare al Giubileo, nonostante la malattia, è diventata simbolo di una fede profonda e di un amore sincero per la vita e la spiritualità.
