No Tav: autostrada chiusa e scontri ai cantieri della Tav in Piemonte, solidarietà ai lavoratori

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Migliaia di manifestanti in marcia da Venaus verso i cantieri dell’alta velocità: chiusa l’autostrada A32, roghi e scontri con le forze dell’ordine. Preoccupazione per la sicurezza e la paralisi della viabilità.

Protesta No Tav in Val di Susa: autostrada bloccata e tensione ai cantieri

Giornata ad alta tensione oggi in Val di Susa. Migliaia di attivisti contrari alla realizzazione della linea ferroviaria ad alta velocità Torino-Lione hanno invaso le strade e bloccato l’autostrada Torino-Bardonecchia nei pressi di San Didero, accendendo roghi e affrontando le forze dell’ordine.

La tradizionale marcia del movimento No Tav, partita da Venaus nell’ambito del Festival Alta Felicità, ha visto la partecipazione di almeno 5.000 persone. Il corteo, con diversi tronconi, ha raggiunto i punti nevralgici dei lavori, tra cui i cantieri di San Didero, Chiomonte e Traduerivi. Qui si sono verificati i momenti più difficili: alcuni manifestanti hanno divelto le recinzioni, dato fuoco a container e masserizie e lanciato pietre e bombe carta contro le forze dell’ordine, che hanno risposto con idranti

La situazione si è fatta ancora più critica quando l’autostrada A32 è stata completamente bloccata, con disagi enormi al traffico e rischi per la sicurezza di residenti e lavoratori. Le immagini del fumo nero visibile a chilometri di distanza, proveniente dalle fiamme divampate all’interno dei cantieri, hanno fatto rapidamente il giro della regione.

Solidarietà ai lavoratori e ringraziamenti alle forze dell’ordine

Sul fronte istituzionale, forte e chiara la condanna arrivata dal presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, e dall’assessore alla Sicurezza, Enrico Bussalino. “Quanto accaduto oggi sull’autostrada Torino-Bardonecchia è inaccettabile. Piena solidarietà ai lavoratori impegnati nei cantieri, che ogni giorno svolgono il loro lavoro con impegno costante, spesso in condizioni di tensione che non dovrebbero esistere. Un ringraziamento speciale va alle forze dell’ordine per il loro lavoro sul territorio”, hanno sottolineato gli esponenti regionali.

Libertà di manifestare sì, ma senza oltrepassare il limite

“La libertà di manifestare non può trasformarsi in attacchi alla collettività e allo Stato. Bloccare un’arteria strategica, paralizzando il traffico e mettendo a rischio la sicurezza di cittadini e lavoratori, non è una forma di protesta ma un atto di irresponsabilità”, ha specificato l’assessore Bussalino. “La Tav è un’opera chiave per il futuro di Piemonte e Italia. Nessuna azione illegale fermerà lo sviluppo del territorio.”

Un futuro appeso tra dialogo e sicurezza

La giornata di proteste si conclude nel segno della tensione e della necessità di trovare un equilibrio tra libertà di dissenso e tutela della legalità e dello sviluppo. Il tema Tav resta uno dei punti più caldi del dibattito sul futuro infrastrutturale del Piemonte e dell’intero Paese.