Roma: commesso di un centro commerciale aggredito da addetti alla sicurezza, gravi offese omofobe

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La vicenda

Un ex commesso di 23 anni ha denunciato di essere stato picchiato e insultato da addetti alla sicurezza di un centro commerciale sulla via Collatina, all’interno del Centro Roma Est, lo scorso 18 luglio 2025. Il giovane era tornato per ritirare dei buoni pasto non ancora consegnati dopo aver lasciato il lavoro alla fine di giugno. Secondo il suo racconto, è stato improvvisamente aggredito mentre attendeva con calma

Insulti e violenza fisica

Durante l’aggressione, il ragazzo riferisce di essere stato afferrato al collo e insultato ripetutamente con epiteti omofobi come “fr*** di m*”**, accompagnati dalla minaccia: “ti soffoco”. In un momento, uno degli aggressori ha detto: “Portiamolo nello stanzino senza telecamere”, scatenando un clima di paura. È stato sollevato per le gambe e rovesciato a testa in giù, e ha subìto diverse contusioni ed ecchimosi in varie parti del corpo

L’intervento delle forze dell’ordine

Durante l’aggressione, il ragazzo ha tirato fuori il cellulare accidentalmente, facendo partire una chiamata di emergenza al 112: poco dopo la Polizia è intervenuta sul posto, ha identificato i responsabili (due dei quali addetti alla sicurezza del centro), e chiamato un’ambulanza. Il giovane è stato portato al Policlinico Casilino, dove ha ricevuto una prognosi di cinque giorni 

Ipotesi di matrice omofoba e contesto

L’aggressione sembra avere una radice omofoba, collegata all’orientamento sessuale del ragazzo, che avrebbe manifestato disappunto nei confronti di alcuni atteggiamenti nei confronti dei lavoratori, anche dopo la fine del rapporto di lavoro. L’avvocata del ragazzo ha già annunciato un’azione civile contro il datore di lavoro degli aggressori, mentre permane la difficoltà legale di vedere riconosciuta l’aggravante omofobica nel nostro ordinamento

Impatto e riflessioni

  • Il giovane ha dichiarato di evitare i centri commerciali da quel giorno, temendo di incontrare nuovamente gli aggressori.
  • Il caso riporta al centro il problema della violenza omofoba nel contesto urbano e lavorativo, con gesti intimidatori e lesivi di dignità.
  • L’assenza di una specifica aggravante omofobica nel codice penale italiano limita la tutela giuridica per episodi come questo.