Alle elezioni in Giappone si fa strada Sanseito, partito di estrema destra guidato da Sohei Kamiya, che potrebbe diventare la terza forza politica del Paese. Nato come canale no-vax su YouTube, il movimento si è rapidamente radicalizzato, puntando su posizioni fortemente anti-immigrazione, anti-occidentali e ultra-nazionaliste. Il suo programma elettorale propone “immigrazione zero”, abolizione del welfare per gli stranieri e incentivi economici per aumentare la natalità tra i cittadini giapponesi. Fortemente critico verso la comunità LGBT, Sanseito sostiene la necessità di difendere i “valori tradizionali giapponesi” da quella che definisce “propaganda di genere”.
Il partito promuove il ritorno a un’agricoltura centrata sul riso, definendo il grano “un’imposizione occidentale che potrebbe causare il cancro”, e chiede l’uscita del Giappone dall’Organizzazione mondiale della sanità. Tra le proposte più discusse anche un intervento diretto dello Stato nella produzione di anime, manga e videogiochi, per garantire uno “sviluppo culturale sano” in linea con i principi patriottici.
Sanseito ha attirato critiche sia a livello nazionale che internazionale per le posizioni estremiste espresse da alcuni suoi membri. Tra le accuse più gravi vi sono dichiarazioni sinofobe, la negazione del massacro di Nanchino, commenti antisemiti e misogini, e la negazione dello sfruttamento delle donne coreane da parte dell’Impero giapponese. Inoltre, sono emersi sospetti su possibili legami con la Russia.
Il successo di Sanseito riflette una crescente ondata di populismo e revisionismo storico in Giappone, alimentata dalla frustrazione per le politiche migratorie, i cambiamenti culturali e l’influenza esterna. L’ascesa di Sohei Kamiya e del suo movimento segna un momento cruciale nella politica giapponese, con potenziali ripercussioni sulle relazioni internazionali e sull’equilibrio interno del Paese.

