In recenti dichiarazioni, il presidente russo Vladimir Putin ha ribadito la determinazione della Russia a raggiungere e consolidare una vittoria in Ucraina. Secondo il capo del Cremlino, Mosca possiede risorse e capacità sufficienti per “portare a conclusione l’operazione militare” iniziata nel febbraio 2022, auspicando che non vi sarà bisogno di ricorrere a armi nucleari .
Putin ha inoltre espresso fiducia sulla possibilità di ottenere il pieno controllo di quattro oblast occupate entro la fine del 2025, confermando che non intende accettare compromessi strategici se la Russia non avrà raggiunto i suoi obiettivi.
Nessun timore della NATO
Il presidente ha liquidato come priva di fondamento la retorica su un’ipotetica minaccia di riarmo della NATO, affermando che la Russia è pronta a rispondere a qualsiasi pressione militare e non vede alcun pericolo nell’attuale contesto .
Strategia a doppio binario: guerra e diplomazia
Putin si mostra aperto a un’effettiva ripresa dei negoziati, ma precisa che ogni dialogo deve riflettere “la realtà sul campo”, ovvero gli attuali presunti successi militari russi. Ha confermato che in passato e in futuro potrebbero avvenire incontri con leader occidentali, anche con l’obiettivo di discutere lo scambio di prigionieri e un eventuale cessate il fuoco.
Conflitto prolungato: realtà o bluff?
Analisti militari e fonti dell’intelligence USA riconoscono la determinazione di Putin, ma evidenziano anche che il conflitto sta generando perdite significative in termini di uomini e mezzi. Nonostante ciò, l’Esercito russo continua ad avanzare lentamente sul fronte, soprattutto nel Donetsk, Luhansk e Sumy, sostenendo la tesi dell’opportunità di una vittoria nel lungo periodo.
In breve
- Risorse militari sufficienti: Putin promette “portare l’operazione a conclusione”.
- Obiettivi territoriali: pieno controllo di quattro oblast entro fine 2025.
- Diplomazia vincolata alla realtà militare: possibile dialogo solo da posizione di forza.
- Perdite e resistenza ucraina: Mosca avanza ma paga un prezzo elevato.
Il presidente russo si conferma deciso a non fermarsi prima del consolidamento dei guadagni territoriali, trasformando la guerra in una strategia prolungata fino al 2025. Pur aperto a colloqui, insiste che ogni trattativa deve corrispondere alla posizione concreta di forza della Russia sul campo. Il rischio è che il conflitto si trascini ancora, con conseguenze umanitarie sempre più gravi e una pace sempre più lontana.
