Trump ammette: “Forse la pace tra Russia e Ucraina non è possibile” e solleva dubbi sul rispetto della Costituzione USA

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Donald Trump ha dichiarato in un’intervista a NBC News che la pace tra Russia e Ucraina potrebbe non essere realizzabile. “Forse non è possibile”, ha affermato, riferendosi al profondo odio tra i leader Volodymyr Zelensky e Vladimir Putin, così come tra i generali dei due Paesi. “Stanno combattendo duramente da tre anni”, ha spiegato l’ex presidente, aggiungendo però che “ci sono comunque ottime possibilità di farcela”.

Nel corso dell’intervista rilasciata a Kristen Welker per il programma Meet the Press, Trump ha anche sollevato perplessità sulla sua aderenza alla Costituzione statunitense. Alla domanda se pensasse di dover rispettare la legge fondamentale del Paese, ha risposto: “Non lo so”, aggiungendo “non sono un avvocato” quando gli è stato chiesto se anche i non cittadini meritino un giusto processo.

Trump ha inoltre smentito l’ipotesi di voler ottenere un terzo mandato presidenziale, dicendosi concentrato su “quattro anni grandiosi” e sull’intenzione di consegnare il testimone “a un grande repubblicano”. Tra i nomi da lui evocati come potenziali eredi politici figurano il senatore Marco Rubio e il suo vice JD Vance, ma ha aggiunto che ci sono “altre 10, 15, 20 persone” che potrebbero proseguire il suo lavoro.

Sul fronte economico, Trump ha affrontato anche il tema della politica monetaria. Ha dichiarato che non rimuoverà Jerome Powell dalla guida della Federal Reserve prima della scadenza del suo mandato nel maggio 2026, pur definendolo una persona “completamente rigida” e ribadendo l’auspicio che la Fed abbassi i tassi d’interesse. “Dovrebbe abbassarli, e a un certo punto lo farà”, ha affermato.

Riguardo a TikTok, ha espresso l’intenzione di estendere la scadenza per una sua eventuale cessione se non verrà raggiunto un accordo. Sul piano commerciale, Trump non ha escluso di rendere permanenti alcuni dazi, sostenendo che la loro presenza incentiverebbe le aziende a investire negli Stati Uniti. Ha anche rivendicato la sua linea dura nei confronti della Cina, sottolineando l’interruzione degli scambi commerciali come un successo economico, e affermando che ora Pechino desidera davvero un accordo, a patto che sia “equo”.

Infine, ha minimizzato il rischio di una recessione nel breve termine, definendo l’attuale congiuntura un “periodo di transizione”, ma si è detto ottimista sul lungo periodo: “Faremo benissimo”.