Antonio Scurati: “Ripudiare la guerra non significa rinunciare a lottare”

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Applausi scroscianti hanno accolto Antonio Scurati durante il suo intervento dalla manifestazione in Piazza del Popolo, dove lo scrittore ha espresso un messaggio forte e chiaro: “Ripudiare la guerra non significa essere inermi. Noi non siamo gente che rade al suolo le città, che massacra i civili o deporta i bambini, utilizzandoli come riscatto. Abbiamo smesso di farlo quando l’Italia era fascista e alleata dei nazisti, e l’abbiamo fatto per sempre.”

Scurati ha poi continuato con parole di condanna per le politiche che, a suo dire, minano i valori umanitari e democratici: “Non deportiamo i migranti in catene per spettacolo. Non tagliamo i fondi alle associazioni umanitarie, non neghiamo il cambiamento climatico, e non umiliamo pubblicamente il leader di un paese che da tre anni lotta per la sua sopravvivenza.”

“Ripudiamo la guerra,” ha affermato Scurati, “ma ripudiare la guerra non significa rinunciare alla lotta. Non è rinunciatario essere contro la guerra. Ho dedicato anni a raccontare il fascismo e le guerre, e questo mi ha insegnato che la lotta è diversa dalla guerra, e che la democrazia è sempre una lotta per la democrazia.”

Le sue parole hanno suscitato una riflessione profonda sul valore della pace e sul significato di resistenza in tempi difficili, ricordando l’importanza di non confondere la lotta per la giustizia con l’uso della violenza.