Joe Biden grazia il figlio Hunter: polemiche e reazioni internazionali

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Ringraziamento trascorso con la famiglia, è stata giustificata come una reazione a quella che il presidente ha definito una “persecuzione politica” contro suo figlio, orchestrata per colpire la sua figura politica.

Hunter era stato giudicato colpevole per aver acquistato illegalmente una pistola omettendo la propria dipendenza da sostanze stupefacenti e per aver evaso tasse per oltre 1,4 milioni di dollari, somme spese in attività e beni di lusso. Biden ha spiegato che tali accuse sono state trattate in modo anomalo rispetto a casi simili, sottolineando che, senza fattori aggravanti, le persone raramente vengono perseguite per errori formali nella compilazione di documenti per l’acquisto di armi o per ritardi nel pagamento delle tasse. Ha inoltre evidenziato che Hunter ha già restituito quanto dovuto con interessi e sanzioni.

Le reazioni non si sono fatte attendere. Donald Trump, su Truth Social, ha definito la grazia un “abuso e un errore giudiziario”, accusando Biden di non aver garantito equità per i manifestanti del 6 gennaio. Mosca, attraverso la portavoce Maria Zakharova, ha deriso la decisione come una “caricatura della democrazia”. Sul fronte interno, la grazia potrebbe polarizzare ulteriormente il dibattito politico, poiché Biden aveva promesso di non interferire nei processi del figlio.

La scelta segna un momento controverso della presidenza Biden, con una giustificazione centrata su un atto di protezione paterna ma che rischia di essere interpretata come una mossa politicamente divisiva.