Fino a pochi decenni fa, l’Uruguay era l’ultimo paese al mondo in cui il duello d’onore era legalmente permesso. Una pratica che affonda le radici nel periodo coloniale, quando gli emigrati europei portarono con sé questa tradizione che, pur essendo formalmente vietata, era spesso tollerata se coinvolgeva membri della classe dirigente. I duelli, riservati principalmente a chi vantava un certo prestigio, divennero non solo un modo per risolvere le controversie personali, ma anche un fenomeno sociale e politico di grande rilevanza.
L’origine della pratica si rifà a un lungo periodo in cui l’Uruguay, prima di ottenere l’indipendenza nel 1828, cercava di gestire i conflitti attraverso modalità informali e violente, specialmente nelle zone rurali. In particolare, i gauchos, la versione locale dei cowboy, furono spesso coinvolti in duelli che talvolta finivano in tragedia. Le autorità locali, pur avendo leggi contro i duelli, non si preoccupavano di fermare i ricchi proprietari terrieri o le personalità influenti quando questi erano coinvolti, per il semplice motivo che tali confronti erano visti come una risoluzione legittima per difendere l’onore.
Nel 1920, l’episodio che coinvolse il giornalista Washington Beltrán Barbat e l’ex presidente José Batlle y Ordóñez segnò una svolta. Un editoriale di Barbat contro Batlle y Ordóñez sfociò in un duello pubblico, che portò alla morte del giovane giornalista. Questo evento divenne talmente rilevante che l’anno successivo il parlamento uruguaiano promulgò la “ley de duelo”, una legge che sostanzialmente legalizzava i duelli d’onore, purché si svolgessero seguendo regole predefinite. Nonostante le voci contrarie, la legge venne accettata, e fino agli anni ’70, l’Uruguay rimase l’unico paese a permettere questa pratica.
Nel 1990, un altro episodio tragico, che coinvolse l’ispettore di polizia Saúl Clavería e il giornalista Federico Fasano Mertens, riaccese il dibattito. La minaccia di un nuovo duello, per fortuna mai concretizzato, spinge la società uruguaiana a chiedere il cambiamento. Nel 1992, il parlamento abrogò definitivamente la “ley de duelo” con una legge che dichiarava la fine di una tradizione che aveva resistito per oltre 70 anni, segnando la fine di una delle pratiche più anacronistiche della storia legale moderna.
