Nel XIX secolo, l’Inghilterra si trovava sotto il regno di Giorgio III, sposato con Carlotta di Meclemburgo, con la quale ebbe quindici figli, di cui tredici raggiunsero l’età adulta. La morte di Carlotta, avvenuta durante il parto, generò una crisi dinastica inaspettata, poiché privò la linea di successione di due generazioni di eredi.
La mancanza di eredi legittimi preoccupò i sovrani, spingendoli a esortare i propri figli a generare discendenti. Sebbene ci fossero nipoti illegittimi, questi non avevano diritto al trono. Giorgio IV, ad esempio, ebbe diverse relazioni, tra cui quella con Maria Fitzherbert, da cui si presume avesse almeno due figli naturali. Tuttavia, questi bambini non potevano avanzare pretese di successione.
Allo stesso modo, Guglielmo IV, che salì al trono dopo Giorgio IV, si sposò in età avanzata con Adelaide di Sassonia, ma non lasciò eredi legittimi. Le sue relazioni con Dorotea Jordan portarono alla nascita di almeno dieci figli, anch’essi esclusi dalla linea di successione.
Fu il principe Edoardo, quartogenito di Giorgio III, a rompere il ciclo di crisi, sposando Vittoria di Sassonia, che divenne la regina Vittoria. Prima del suo matrimonio, Edoardo ebbe anche una figlia illegittima, dimostrando come la questione degli eredi legittimi fosse complessa e spesso compromessa da relazioni extra-coniugali.
Infine, Augusto Federico, duca di Sussex, sposò segretamente lady Augusta Murray, ma il matrimonio non fu riconosciuto, lasciando i loro figli nella condizione di illegittimità. La paura della crisi dinastica e la necessità di stabilizzare la successione culminarono nella nascita di Vittoria, il cui regno iniziò nel 1837 e segnò un’epoca di stabilità per la monarchia britannica. Gli eredi illegittimi dei sovrani, pur numerosi, rimasero quindi esclusi dalla storia ufficiale della dinastia.
