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Cronaca

Palermo | Il pentito inguaia i negozianti: “Pagavano tutti”, loro negano

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Rosario Montalbano, un uomo di 37 anni, conosce bene il funzionamento del mondo criminale. Recentemente ha deciso di collaborare con la giustizia, fornendo importanti informazioni ai magistrati. Nel suo primo verbale, depositato al processo d’appello contro di lui e il suo clan, Montalbano ha chiarito che, da mafioso, sapeva già che prima o poi sarebbe stato arrestato. È stato condannato a 12 anni e 2 mesi di reclusione, ma la prospettiva della prigione lo ha spinto a collaborare con le autorità.

Montalbano, insieme a Maurizio Di Fede, era coinvolto principalmente nell’estorsione per conto di Cosa Nostra. Ha anche parlato dell’organigramma della sua cosca, menzionando la presenza continua di Giuseppe Guttadauro, soprannominato “u dutturi”, e dei tentativi di stabilire un canale per ottenere cocaina dalla Calabria.

Le sue dichiarazioni potrebbero avere pesanti conseguenze per 31 commercianti ed imprenditori sotto processo per favoreggiamento, poiché Montalbano ha riconosciuto diversi di loro dalle fotografie mostrategli dai magistrati. Ha anche fornito dettagli su come molti di loro avrebbero pagato il pizzo.

Montalbano ha spiegato di essere entrato a far parte di Cosa Nostra per motivi utilitaristici, per evitare problemi come quelli riscontrati quando aveva aperto un negozio. Ammette di aver richiesto il pizzo a molti commercianti, anche se alcuni di loro hanno negato di aver ricevuto estorsioni.

Ha fornito dettagli specifici su come i commercianti pagavano il pizzo, riconoscendo molti di loro dalle fotografie mostrategli. Queste testimonianze potrebbero essere utilizzate nel processo contro di loro.

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