Bologna-Torino, in programma sabato 19 settembre, alle 15, rappresenta per i granata un appuntamento importante per capire se il lavoro di Ignazio Abate sta iniziando a produrre quella continuità che ancora manca. Dall’altra parte ci sarà un Bologna profondamente rinnovato in panchina: dopo appena quattro giornate, la società rossoblù ha deciso di interrompere il rapporto con Domenico Tedesco e affidare la squadra a Raffaele Palladino, chiamato immediatamente a dare una nuova identità a una formazione che ha segnato appena due gol e ne ha incassati cinque. Il nuovo allenatore del Bologna è stato presentato ieri: “Ho sensazioni bellissime e positive, sono carico e determinato per intraprendere questo percorso. Non sono venuto qui per una panchina ma per un progetto”.
Per il Torino, però, la novità sulla panchina rossoblu non deve diventare un alibi né una distrazione. La squadra granata arriva a Bologna con una questione molto precisa da risolvere, emersa anche dalle parole di Abate dopo la gara contro la Roma: ridurre gli errori in fase difensiva e diventare più cattivi negli ultimi metri.
Sono due facce della stessa partita. Perché se da una parte il Torino deve evitare di concedere occasioni e gol evitabili, dall’altra deve imparare a trasformare in rete quelle situazioni che riesce a costruire. Ed è proprio qui che si inserisce il concetto di cattiveria sotto porta, più volte richiamato dal tecnico granata.
In merito alla priorità tra la tenuta difensiva e la concretezza in attacco, considerando anche che sia in Coppa Italia sia in campionato la squadra è andata inizialmente in svantaggio, mister Abate ha fatto chiarezza in conferenza stampa, sottolineando la necessità di un atteggiamento equilibrato ma deciso: “L’obiettivo primario deve essere quello di andare in campo per vincere la partita e fare un gol in più dell’avversario. Per farlo servono equilibrio, compattezza ed evitare sbavature o disattenzioni. Dobbiamo approcciare la gara con la testa giusta e la massima determinazione fin dal primo minuto, senza concedere vantaggi iniziali agli avversari.”
Sulla questione dell’attacco e della ricerca della via del gol, il tecnico granata ha poi aggiunto un passaggio fondamentale sulla gestione delle punte e sullo spirito di squadra: “Per un attaccante il gol è importante per la fiducia, ma la prestazione complessiva e l’atteggiamento al servizio dei compagni vengono prima di tutto. La cattiveria sotto porta e la cattiveria agonistica non devono mai mancare: si costruiscono con il lavoro quotidiano, la mentalità e la convinzione nei propri mezzi.”
Perché il calcio, alla fine, non fa sconti: puoi giocare bene, costruire occasioni e mostrare personalità, ma sono i gol a determinare il risultato. Il Torino deve quindi trovare l’equilibrio tra solidità difensiva e cattiveria offensiva, proprio mentre il Bologna si prepara a vivere l’effetto della nuova gestione Palladino. Il nuovo tecnico rossoblù ha già iniziato il lavoro con la squadra e sarà interessante capire quanto rapidamente riuscirà a trasmettere le proprie idee.
Bologna-Torino diventa così anche una sfida tra due necessità: il Bologna cerca una scossa con il nuovo allenatore, il Torino cerca risposte concrete alle indicazioni del proprio tecnico.
