di Enrico Currò
VANCOUVER (CANADA) (ITALPRESS) – “È senza dubbio il Canada più forte di tutti i tempi. Infatti ha raggiunto gli ottavi di finale del Mondiale, come era nei programmi iniziali. Certo, la sconfitta con la Svizzera ha un po’ guastato i piani. Ma c’è ancora tanto entusiasmo, per la squadra, in tutto il Paese. È sbagliato dare per scontato che il Marocco farà una passeggiata”. Il migliore anfitrione possibile, per entrare nei segreti della Nazionale canadese è un italiano. Il fiorentino Vanni Sartini, 49 anni, da 8 vive in Canada, dove è arrivato nel 2018 direttamente dalla scuola di Coverciano. Prima vice-allenatore, poi direttore dello sviluppo e infine per 4 stagioni tecnico dei Vancouver Whitecaps nella Mls, guida dallo scorso dicembre gli Halifax Wanderers e racconta a Italpress un movimento calcistico in espansione: “Rispetto a quando sono arrivato i progressi sono evidenti, sul piano tecnico ma anche organizzativo e di partecipazione emotiva del pubblico. Vale per tutto il Nord America: il soccer sta conquistando veri tifosi alla causa, non sono più semplici simpatizzanti”.
Il Mondiale sta accentuando la passione e i risultati della Nazionale aiutano. Dopo l’1-1 con la Bosnia, il 6-0 al Qatar, con tripletta dello juventino Jonhatan David, che si candida ancora a leader dell’attacco contro il Marocco ha ulteriormente smosso la folla, abituata ai raduni collettivi nei parchi delle grandi città, Toronto, Vancouver e Montréal, per guardare le partite sui maxischermi. Poi è arrivata la sconfitta di misura con la Svizzera, il 2-1 che ha determinato il secondo posto nel girone e il trasloco negli Usa, a Los Angeles, per i sedicesimi di finale, con l’abbandono forzato dello stadio di casa a Vancouver. Poco male, perché un gol di Eustaquio nei minuti di recupero ha garantito l’eliminazione del Sudafrica e il duello degli ottavi del 4 luglio col Marocco, a Houston, il giorno della festa dell’Indipendenza degli Stati Uniti: “I marocchini sono oggettivamente favoriti, ma occhio a non sottovalutare il Canada. Forse non ha punte di talento eccezionali, ma l’organizzazione di gioco è evidente e ha permesso finora di non accusare le conseguenze del ridotto impatto di Alphonso Davies, il terzino del Bayern, che ancora patisce le conseguenze di un infortunio col suo club”.
Il merito, spiega Sartini, è del ct statunitense Jesse Marsh, 52 anni: “Arriva dalla filiera calcistica della Red Bull, la multinazionale dello sport: ha allenato il New York, il Lipsia e il Salisburgo e l’imprinting si vede. Può darsi che il 4-4-2 a volte sia un po’ ingessato e che la poca propensione alle varianti possa nuocere, contro avversarie più fantasiose e in grado di cambiare strategia. Ma il pressing canadese – conclude Sartini all’Italpress – è sicuramente tra i marchi di fabbrica più consolidati del Mondiale. Può dare parecchio fastidio, se non si presta la dovuta attenzione”. Il Marocco resta favorito, ma è anche avvertito. Parola di Vanni Sartini, allenatore trapiantato in Canada e partito dalla scuola di Coverciano.
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