Reggina, gli errori non finiscono mai: ad Agrigento arriva un pareggio che preoccupa

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di Antonio Chiera | 28 ottobre 2026, ore 16:35 – Due volte in vantaggio, due volte raggiunta: la Reggina torna dalla sfida contro il CastrumFavara con un pareggio che lascia più dubbi che certezze. Gli amaranto non riescono a imporre la propria superiorità tecnica e confermano una difficoltà che comincia a pesare: gestire il risultato quando la partita si mette dalla loro parte.

Una Reggina poco lucida

Di errori se ne sono visti abbastanza da riempire un album, ma alla Reggina servivano punti, non figurine. La squadra di Marchionni non è riuscita a esprimere il proprio potenziale e ha lasciato al CastrumFavara la possibilità di giocarsela senza particolari timori reverenziali.

Al 15′ sono stati proprio i siciliani a sbloccare il risultato con Marchica. La risposta amaranto è arrivata quattro minuti più tardi, con Alma, bravo a riportare la gara in equilibrio. Da quel momento, però, il primo tempo non ha offerto particolari emozioni né segnali di una Reggina capace di prendere saldamente in mano la partita.

A preoccupare non è soltanto il risultato, ma la difficoltà degli amaranto nel far valere la differenza tecnica sulla quale si fondano le ambizioni della squadra. Il CastrumFavara ha tenuto testa agli avversari e ha mostrato di poter mettere in difficoltà una formazione costruita per puntare in alto.

La ripresa non cambia il copione

Nel secondo tempo la partita ha riproposto gli stessi problemi. La Reggina è riuscita a portarsi in vantaggio con il solito Abonckelet, ma non ha saputo difendere il risultato. A un quarto d’ora dalla fine è arrivato il pareggio di Testoni, che ha fissato il punteggio sul 2-2.

Un’altra occasione persa per dare continuità ai risultati e, soprattutto, per dimostrare che le difficoltà emerse nelle precedenti uscite fossero soltanto episodi isolati.

La squadra di Marchionni continua invece a concedere agli avversari la possibilità di rientrare in partita. Quando il margine è minimo, gli amaranto faticano a gestire il vantaggio e a chiudere le gare. È un limite che, in un campionato lungo e pieno di insidie, rischia di trasformarsi in un problema sempre più pesante.

Il campo sintetico può aver inciso sulla prestazione, ma non può diventare una giustificazione. Le partite si decidono anche attraverso la capacità di adattarsi alle condizioni di gioco, mantenere la concentrazione e limitare gli errori. Ed è proprio su questi aspetti che la Reggina deve lavorare.

La qualità c’è, ma non basta

La formazione del patron Claudio Lotito dispone di giocatori di qualità e di una rosa costruita per competere ai vertici. Proprio per questo, prestazioni come quella di Agrigento meritano una riflessione. Il problema non è mettere in discussione il valore dei singoli, ma capire perché la squadra non riesca a tradurlo con continuità in campo.

Anche questa volta Marchionni non ha trovato le risposte attese. La gara contro il CastrumFavara avrebbe potuto rappresentare l’occasione per archiviare le difficoltà delle settimane precedenti. Il risultato, invece, conferma che la strada da percorrere è ancora lunga.

L’entusiasmo dei padroni di casa per aver fermato una Reggina considerata tra le principali candidate alla vittoria del campionato racconta quanto possa essere importante, per gli avversari, affrontare gli amaranto senza sentirsi battuti in partenza. La Reggina deve imparare a imporsi non soltanto sulla carta, ma anche attraverso il gioco, la personalità e la capacità di gestire i momenti decisivi.

In un girone equilibrato, perdere punti dopo essere passati in vantaggio può costare caro. L’obiettivo deve essere quello di costruire un margine più solido sulle inseguitrici, perché il girone di ritorno potrebbe presentare difficoltà ancora maggiori. Arrivarci senza aver risolto questi problemi significherebbe esporsi a rischi evitabili.

Ora il Ragusa, poi lo scontro con il Sambiase

Il pareggio consente alla Reggina di restare a quota 20 punti, agganciata al gruppo di testa guidato dal Sambiase, ma la classifica non cancella le questioni aperte. Il prossimo appuntamento sarà al Granillo contro il Ragusa, domenica 1° novembre alle 14:30, una sfida nella quale gli amaranto saranno chiamati a dare una risposta concreta.

Poi l’attenzione si sposterà sul 15 novembre, quando al Granillo è in programma lo scontro diretto con il Sambiase, un confronto che potrebbe avere un peso significativo nella corsa al vertice.

Prima di pensare alla sfida con la capolista, però, la Reggina dovrà ritrovare solidità e continuità. La qualità della rosa non è in discussione, ma il campionato non si vince con i nomi e le aspettative: servono prestazioni convincenti, punti e una maggiore capacità di proteggere i risultati.

Ad Agrigento gli amaranto hanno dimostrato ancora una volta di poter segnare, ma non di saper chiudere la partita. E quando una squadra ambiziosa concede ripetutamente agli avversari la possibilità di rimontare, il problema non può più essere considerato un semplice incidente di percorso.

La Reggina resta in corsa, ma il tempo degli alibi deve lasciare spazio alle risposte sul campo.

Tabellino di CASTRUMFAVARA-REGGINA 2-2 – Marcatori: 15′ pt Marchica (CF), 20′ pt Alma (R), 14′ st Abonckelet (R), 29′ st Deiana Testoni (CF).

CatrumFavara: Di Silvestro, Cusanno (24′ st De Min), Marong, Volpe; Vaiana, Fortunato (32′ st Sciortino), Schembari (12′ st Deiana), Bellingardo, Ballatore (23′ st Collura); Marchica, Tripoli. In panchina: Perez, La Mantia, Gattuso, Federico, Vairo. Allenatore: Iunco.

Reggina: Lagonigro; Girasole R., Lancini, Baldan (34′ st Franco); Specker, Abonckelet (34′ st Rossetti), Acquadro, Rotulo (40′ st Baggi), Toscano; Alma (28′ st Guida), Magrassi. In panchina: Piras, Runza, Franchini, Laaribi, Porcino. Allenatore: Marchionni.

Arbitro: Bruschi di Ferrara (Pisani di Nocera Inferiore e Barlocco di Legnano).
Note-Ammoniti: Magrassi (R), Alma (R), Girasole R. (R), Deiana Testoni (CF), Bellingardo (CF), Lancini (R). Angoli: 3-7. Recupero: 1′ pt, 5′ st.