di Stefano Vaccara
NEW YORK (USA) (ITALPRESS) – Volano gli stracci tra gli esperti indipendenti delle Nazioni Unite sui crimini commessi da Hamas il 7 ottobre 2023 e sulla guerra a Gaza. A scatenare un nuovo scontro pubblico è stata Alice Jill Edwards, fino a luglio relatrice speciale ONU sulla tortura, che in un articolo pubblicato il 19 ottobre sul quotidiano britannico Daily Telegraph ha accusato due ex colleghe, l’italiana Francesca Albanese, relatrice sui territori palestinesi occupati, e Reem Alsalem, relatrice sulla violenza contro le donne, di aver trascurato le violenze sessuali e le torture subite dagli israeliani durante gli attacchi di Hamas e la prigionia degli ostaggi.
Non è la prima volta che Edwards denuncia pressioni all’interno del sistema ONU. Già a giugno, secondo quanto riportato dal giornale americano The Forward, aveva raccontato di una campagna per impedire la pubblicazione di una comunicazione del gennaio 2024 sulle atrocità del 7 ottobre. Alcuni colleghi, sosteneva, avrebbero cercato di ostacolarla e scoraggiato altri esperti dal firmare il documento.
Questa volta Edwards ha chiamato direttamente in causa Albanese e Alsalem, accusandole di parzialità. Ha criticato anche il segretario generale António Guterres per quella che considera una mancanza di leadership.
La replica di Alsalem è arrivata con un lungo intervento su X. La relatrice ha respinto le accuse, sostenendo di aver sempre condannato le violenze sessuali contro le donne israeliane e gli ostaggi. Ha inoltre accusato Edwards di non aver condiviso le prove raccolte quando, nel dicembre 2023, le aveva chiesto di esaminarle. Durissima anche la reazione di Francesca Albanese, che intervenendo sotto il post di Alsalem ha scritto: «Quando le bugie sono tutto ciò che resta per continuare a essere rilevanti». Un attacco senza nominare direttamente Edwards, ma chiaramente riferito alle sue accuse.
Interpellato durante il briefing quotidiano al Palazzo di Vetro, il portavoce di Guterres, Stéphane Dujarric, ha difeso il segretario generale: «Non si può accusare il Segretario generale di mancanza di leadership nella gestione di persone che non dipendono da lui e che non nomina». I relatori speciali, ha ricordato, sono esperti indipendenti nominati dal Consiglio dei Diritti Umani.
Alla domanda se questo scontro pubblico rischi di compromettere la credibilità dell’intero sistema ONU, Dujarric ha risposto che «il dialogo e la possibilità di esprimere le proprie opinioni sono sempre una cosa positiva», definendo i relatori speciali «un ingranaggio fondamentale del sistema internazionale dei diritti umani». Certo è che quando gli stessi esperti ONU si accusano reciprocamente di parzialità politica, a rischiare non è soltanto la credibilità delle Nazioni Unite, ma anche quella delle indagini sulle violazioni dei diritti umani. Ovviamente a pagarne il prezzo più alto alla fine sono proprio le vittime, israeliane e palestinesi.
– Foto: UN Photo/Loey Felipe
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