di Umberto Zollo | Ciriè e San Maurizio Canavese (Torino) – La Guardia di Finanza ha individuato nove lavoratori non regolarizzati. Contestati anche pagamenti degli stipendi in contanti e proposta la sospensione dell’attività.
Nove lavoratori impiegati senza regolare assunzione, stipendi corrisposti in contanti e sanzioni amministrative per 82.100 euro. È quanto emerso dai controlli condotti dalla Guardia di Finanza in un’attività di ristorazione con servizio d’asporto e sedi a Ciriè e San Maurizio Canavese, nel Torinese.
Gli accertamenti sono stati eseguiti dai militari della Compagnia di Lanzo Torinese, che hanno riscontrato la presenza di nove persone impegnate nell’attività lavorativa senza essere regolarmente inquadrate. Tra le mansioni interessate figurano quelle di pizzaiolo, aiuto pizzaiolo, cuoco, addetti alle consegne, cassiere e personale al bancone.
Durante l’ispezione, secondo quanto accertato dalle Fiamme Gialle, è emerso anche che le retribuzioni venivano corrisposte in contanti, modalità contestata perché in violazione delle norme sulla tracciabilità dei pagamenti degli stipendi.
Al datore di lavoro è stata quindi applicata la cosiddetta maxi-sanzione per lavoro irregolare, per un importo complessivo di 35.100 euro. A questa si sono aggiunti 47mila euro di sanzioni relative ai pagamenti in contanti accertati. Il totale delle contestazioni amministrative ha così raggiunto 82.100 euro.
Conclusi gli accertamenti, i finanzieri hanno inoltre proposto all’ufficio competente l’adozione del provvedimento di sospensione dell’attività lavorativa, che resterebbe subordinato alla piena regolarizzazione dei dipendenti. Si tratta, quindi, allo stato degli atti, di una proposta di sospensione e non di un provvedimento già indicato come esecutivo.
L’intervento rientra nei controlli contro il lavoro irregolare, rivolti anche alla tutela delle coperture previdenziali e assicurative dei dipendenti, al contrasto dell’evasione contributiva e alla salvaguardia della concorrenza tra le imprese.
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