
Un anniversario che non è soltanto una ricorrenza, ma un viaggio lungo un secolo, fatto di generazioni, di lavoro, di passioni, di sacrifici e di quella straordinaria capacità tutta imprunetina di trasformare una tradizione in uno spettacolo capace di parlare al presente.
Per un giorno, ancora una volta, Piazza Buondelmonti è diventata il cuore di Impruneta. Ma dietro i carri, le musiche, i costumi e le coreografie c’è qualcosa che non si vede immediatamente: mesi di lavoro, mani che costruiscono, cuciono, dipingono, provano. E soprattutto una comunità che si ritrova nei suoi quattro Rioni.
Quattro identità diverse. Quattro storie. Quattro modi di raccontare il centenario.
La vite come simbolo della vita stessa, attraverso il rapporto tra la terra, l’uomo e la natura.
La vite che cresce, il tralcio che diventa rifugio, la terra che protegge e genera, fino al frutto che diventa festa.
Le “Radici”, quelle della vite, ma sono anche quelle di una comunità. Sono la memoria, il lavoro, le persone che hanno costruito la Festa prima di noi e quelle che oggi raccolgono il testimone.
La memoria, quella di Francesco Torrini, figura legata alla storia del Rione. Un viaggio tra ricordo e appartenenza. Perché una festa popolare non vive soltanto nelle grandi scenografie: vive nei nomi delle persone, nelle storie familiari, negli amici che non ci sono più e nei volti che continuano a essere ricordati.
E poi il mito, quello di Persefone. Una storia di trasformazione, di libertà e di scelta.
Cent’anni fa Impruneta iniziava una storia che nessuno avrebbe potuto immaginare così lunga. Da allora sono cambiate le generazioni, sono cambiate le strade, sono cambiate le scenografie e il modo di vivere la festa. Ma una cosa è rimasta uguale: la voglia di esserci.
Il centenario non chiude una storia. La consegna alla prossima generazione.
Perché tra altri cento anni, quando qualcuno parlerà ancora della Festa dell’Uva di Impruneta, probabilmente non ricorderà soltanto i carri più belli o le scenografie più spettacolari.
Ricorderà soprattutto le persone.
A conquistare la vittoria è stato il rione del Pallò, con il carro dal titolo “Francesco e l’Uva”, che ha totalizzato 47 punti. Sul podio, al secondo posto, il rione del Sant’Antonio, con 46 punti, seguito dal rione delle Sante Marie, terzo con 44 punti. Quarto posto, invece, per le Fornaci, che ha chiuso con 28 punti.
