di Umberto Zollo | Giaveno (TO) e Verolengo (TO) – Due operazioni dei Carabinieri tra il 2 e il 3 settembre: fermati due giovani a Giaveno e una 22enne a Verolengo. Recuperati e restituiti ai pensionati gioielli e monili.
Il Comando Provinciale dei Carabinieri di Torino ha reso noti due interventi contro le truffe ai danni degli anziani, avvenuti tra il 2 e il 3 settembre a Giaveno e Verolengo. Tre le persone arrestate in due distinte operazioni, entrambe legate alla tecnica del “finto carabiniere”. I gioielli sottratti sono stati recuperati e restituiti ai proprietari.
A Giaveno la telefonata ricevuta da un pensionato di 81 anni ha fatto scattare l’allarme. Dall’altra parte della linea un uomo si era presentato come un maresciallo dei Carabinieri, sostenendo che alcuni malviventi avessero commesso una rapina a Torino utilizzando un’auto con una targa clonata intestata all’anziano.
Il sedicente militare aveva quindi annunciato una visita nell’abitazione per visionare i gioielli custoditi in casa. Il pensionato, insospettito dalla richiesta, ha chiamato il 112 e raccontato quanto stava accadendo.
I Carabinieri della Stazione di Giaveno hanno organizzato un servizio di osservazione nei pressi dell’abitazione. Quando i due giovani sono entrati in azione, i militari sono intervenuti: secondo la ricostruzione, uno avrebbe avuto il compito di fare da palo e autista, mentre l’altro sarebbe entrato nella casa.
Quest’ultimo è stato bloccato appena uscito dall’abitazione con circa 100 grammi di gioielli in oro e argento. La refurtiva è stata recuperata e immediatamente restituita al pensionato.
I due arrestati hanno 19 e 20 anni, sono italiani, residenti a Torino e, secondo quanto riferito dai Carabinieri, incensurati. Su disposizione dell’Autorità giudiziaria di Torino sono stati condotti ai rispettivi domicili in attesa del giudizio per direttissima.
Un secondo episodio è avvenuto nel pomeriggio del 3 settembre a Verolengo. Una donna di 22 anni, originaria di Benevento, avrebbe telefonato a un anziano presentandosi come appartenente all’Arma. Il pretesto, anche in questo caso, ruotava attorno a una presunta vicenda giudiziaria costruita per rendere credibile la richiesta.
All’uomo sarebbe stato riferito che i documenti suoi e della moglie erano stati clonati e utilizzati per noleggiare un’auto coinvolta in una rapina in gioielleria. Gli era stato quindi chiesto di recarsi alla stazione dei Carabinieri per chiarire la situazione, mentre una persona sarebbe arrivata a casa per controllare i gioielli.
L’uomo, che in quel momento non si trovava nell’abitazione, ha avvisato la moglie. La donna aveva però già ricevuto la visita della ventiduenne e le aveva consegnato i monili in oro presenti in casa, dopo che la giovane aveva sostenuto di doverli portare in caserma per alcune verifiche.
Il rapido allontanamento della visitatrice ha insospettito la proprietaria, che ha chiamato il 112. I militari del Nucleo Radiomobile di Chivasso, raccolte le prime informazioni, hanno rintracciato la giovane a bordo di un taxi nei pressi della stazione ferroviaria.
Durante la perquisizione, riferiscono i Carabinieri, la donna è stata trovata in possesso dei gioielli appena consegnati, poi restituiti ai proprietari. La ventiduenne è stata arrestata e, su disposizione dell’Autorità giudiziaria di Ivrea, trasferita nella casa circondariale Lorusso e Cutugno di Torino in attesa dell’udienza di convalida.
I due interventi mostrano ancora una volta uno degli schemi utilizzati nelle truffe agli anziani: una telefonata allarmante, il richiamo a presunti reati o problemi giudiziari e, subito dopo, la richiesta di consegnare denaro o preziosi a una persona che si presenta come appartenente alle forze dell’ordine.
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