Omicidio Martina Carbonaro. Cade la crudeltà, resta la “minorata difesa”

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Alessio Tucci verso il processo per omicidio pluriaggravato. La Procura esclude le modalità crudeli, ma punta sull’isolamento del casolare di Afragola. Il legale della famiglia: «Comune responsabile per l’abbandono del sito».

Martina è stata uccisa perché aveva detto “no”. Questo il tragico punto fermo dell’inchiesta della Procura di Napoli Nord, guidata da Domenico Airoma. Con la chiusura delle indagini, il quadro accusatorio contro Alessio Tucci si stabilizza su un’accusa di omicidio volontario pluriaggravato, sebbene con una parziale revisione delle aggravanti inizialmente ipotizzate.


Le aggravanti: cosa cambia

Dall’avviso di chiusura delle indagini emerge una scelta tecnica precisa degli inquirenti:

  • Cade l’aggravante della crudeltà: Nonostante la violenza del colpo inferto con una pietra e l’abbandono della quattordicenne in agonia, la Procura ha ritenuto che le modalità del delitto non integrassero gli estremi giuridici della crudeltà gratuita.
  • Resta la “Minorata Difesa”: È il cardine dell’accusa. Tucci avrebbe attirato Martina in un casolare abbandonato vicino allo stadio “Moccia”, un luogo isolato e privo di controlli, approfittando della situazione per colpirla alle spalle e ostacolare ogni possibile richiesta di aiuto o difesa.
  • Le altre contestazioni: Permangono le aggravanti dei motivi abietti e futili, del legame sentimentale e della minore età della vittima.

Il delitto e il “teatro” del ritrovamento

La ricostruzione dei fatti del 26 maggio 2025 è agghiacciante. Alessio Tucci convinse Martina a un ultimo chiarimento dopo la fine della loro relazione. All’interno dell’ex abitazione del custode del campo sportivo, dopo il rifiuto di un abbraccio, la colpì mortalmente alla testa.

  1. L’occultamento: Il corpo fu nascosto sotto un cumulo di rifiuti e macerie, venendo ritrovato solo due giorni dopo.
  2. La menzogna: Tucci partecipò attivamente alle ricerche della ragazza, piangendo con i genitori di Martina e fingendo preoccupazione per depistare i sospetti, finché non fu incastrato dalle telecamere di zona.

Il legale della famiglia: «Responsabilità del Comune»

L’avvocato Sergio Pisani, che assiste la famiglia Carbonaro, ha acceso i riflettori non solo sul colpevole, ma sullo stato di degrado del luogo del delitto:

«Martina è stata uccisa in un sito che, nonostante i fondi PNRR destinati alla riqualificazione, era abbandonato e senza sorveglianza. Questo apre un tema serio di responsabilità civile e omissiva da parte del Comune di Afragola. La sicurezza degli spazi pubblici non è un’opzione, è un dovere che, se ignorato, facilita tragedie simili».

Verso il rinvio a giudizio

Con la chiusura delle indagini, la difesa di Alessio Tucci avrà ora venti giorni di tempo per presentare memorie o chiedere un nuovo interrogatorio. Subito dopo, la Procura procederà con la richiesta di rinvio a giudizio. Tucci, attualmente detenuto nel carcere di Secondigliano, attende il processo che dovrà stabilire la pena definitiva per un crimine che ha spezzato una vita di soli 14 anni.