Vannacci mette in difficoltà Meloni e Salvini

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Roberto Vannacci si conferma una delle principali spine nel fianco della maggioranza di governo e, in particolare, un problema crescente sia per Giorgia Meloni sia per Matteo Salvini. La tentata irruzione di militanti di CasaPound alla Camera dei deputati, in occasione della conferenza sulla “remigrazione” organizzata dal deputato della Lega Domenico Furgiuele, considerato vicino all’area politica di Vannacci, ha fatto esplodere tensioni già latenti all’interno della coalizione.

L’episodio ha mandato in tilt la maggioranza, riaccendendo il dibattito sui rapporti tra la Lega, l’area radicale della destra e il ruolo sempre più ingombrante dell’ex generale. Secondo diverse ricostruzioni, l’iniziativa parlamentare avrebbe dovuto restare confinata a un dibattito politico, ma il tentativo di accesso di esponenti di CasaPound ha trasformato l’evento in un caso politico nazionale, con ripercussioni dirette sull’immagine del governo guidato da Giorgia Meloni.

Il retroscena raccontato da Massimo Roncone descrive una situazione ormai fuori controllo. “Questa oscenità politica non è più solo un problema privato di Salvini, ma una grana con potenziali riflessi elettorali per tutta la coalizione di governo”, osserva il giornalista, sottolineando come la figura di Vannacci stia diventando un fattore di destabilizzazione per l’intero centrodestra. La difficoltà del leader della Lega nel governare le dinamiche interne al partito alimenta le preoccupazioni di Palazzo Chigi.

Secondo Il Foglio, la sinistra avrebbe persino trovato un “federatore” proprio in Vannacci, capace di ricompattare opposizioni spesso divise. Un paradosso politico che Giorgia Meloni avrebbe colto con lucidità e crescente inquietudine. La premier sarebbe angosciata non solo per l’impatto mediatico di certe iniziative, ma anche per l’idea che Salvini non riesca a controllare la propria area politica e che, anzi, stia giocando una partita ambigua con Vannacci per ridimensionare il peso di Fratelli d’Italia all’interno della maggioranza.

Il confronto viene spinto ancora oltre dal quotidiano diretto da Claudio Cerasa, che paragona Vannacci a un problema sistemico per Meloni, simile a quello rappresentato da Donald Trump per altri leader conservatori occidentali. Un elemento ingombrante, capace di attrarre consenso ma anche di produrre effetti collaterali devastanti. In questo scenario, il caso Vannacci non appare più come una semplice polemica interna, ma come una variabile in grado di incidere sugli equilibri politici ed elettorali del governo Meloni.