I coniugi Moretti tra lusso e giustizia: dal passato turbolento al “giallo” dei fondi Covid

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Mentre Jacques resta in cella a Sion, emergono i precedenti della moglie. Sotto la lente anche una Maserati sospetta.

Non è solo una questione di sicurezza antincendio. L’inchiesta condotta dalla procuratrice Béatrice Pilloud si sta allargando a macchia d’olio, trasformandosi in una complessa indagine patrimoniale e biografica. Al centro della scena non c’è solo Jacques, ma anche Jessica Moretti, la cui figura appare sempre più centrale.


Il passato che riaffiora

Le indiscrezioni che filtrano dagli uffici giudiziari parlano di un curriculum che la coppia avrebbe tentato di lasciarsi alle spalle una volta arrivata a Crans-Montana.

  • I precedenti: Emergono vecchi problemi con la giustizia legati a una condanna per prostituzione, un dettaglio che ha spostato l’attenzione sulla natura delle relazioni e sulla capacità di tessere reti di contatti influenti.
  • L’Ispettorato del Lavoro: La gestione dei dipendenti nel settore della ristorazione era già finita nel mirino delle autorità svizzere. Più volte la coppia era stata segnalata per irregolarità contrattuali e mancato rispetto delle norme vigenti, delineando un quadro di gestione “borderline”.

Lo scandalo della Maserati e i fondi Covid

Uno dei punti più controversi dell’indagine riguarda il presunto utilizzo illecito degli aiuti statali erogati durante la pandemia.

Il sospetto: Gli inquirenti stanno verificando se parte dei fondi destinati al sostegno delle attività commerciali in crisi sia stata dirottata per l’acquisto di beni di lusso, tra cui una Maserati fiammante.

Se confermato, questo episodio spiegherebbe l’accanimento della Procura nel voler congelare i beni della coppia, sospettando che il loro tenore di vita non fosse alimentato solo dagli incassi del bar, ma da una sistematica distrazione di fondi.


Rischio di inquinamento probatorio

È proprio la caratura criminale e la spregiudicatezza dimostrata nel passato a preoccupare la magistratura. Il timore è che la coppia, se lasciata libera e in possesso delle proprie risorse finanziarie, possa non solo fuggire, ma anche occultare prove fondamentali sull’origine dei capitali o influenzare i testimoni legati ai loro precedenti illeciti.

Mentre Jessica rimane sotto sorveglianza con il braccialetto elettronico, la giustizia svizzera cerca di ricostruire come due persone con tali precedenti abbiano potuto scalare i vertici del business a Crans-Montana senza che nessuno accendesse un faro sulla loro gestione