Gli esperti puntano il dito sulla qualità dei rivestimenti: installati pannelli fonoassorbenti infiammabili al posto di materiali isolanti. Un errore di progettazione che è costato la vita ai presenti.
Nel mondo dell’edilizia e della sicurezza dei locali pubblici, la differenza tra un materiale certificato e uno “economico” non si misura solo in franchi, ma in minuti di sopravvivenza. Secondo le prime perizie tecniche effettuate nel locale incendiato, i proprietari avrebbero installato pannelli fonoassorbenti di scarsa qualità, realizzati in materiali sintetici altamente infiammabili (come poliuretano espanso non trattato), che una volta lambiti dalle fiamme hanno sprigionato calore intenso e fumi tossici.
La differenza tra qualità e pericolo
I materiali acustici di alta qualità sono progettati per essere autoestinguenti o ignifughi (Classe A1 o B). Questi pannelli, se esposti a una fiamma, tendono a carbonizzarsi senza alimentare l’incendio, rallentando la propagazione del fuoco. Al contrario, i materiali a basso costo fungono da vero e proprio accelerante:
- Propagazione: Il fuoco corre sulla superficie del pannello in pochi secondi.
- Gocciolamento: Il materiale plastico fonde e cade dall’alto come pioggia infuocata.
- Fumi: La combustione rilascia cianuri e monossido di carbonio, che rendono l’aria irrespirabile ben prima che arrivino le fiamme.
Il grande errore: Fonoassorbimento vs Fonoisolamento
Il quesito che più tormenta i periti della Procura è però di natura logica e progettuale: perché sono stati installati pannelli fonoassorbenti in un locale che necessitava di un isolamento acustico? In architettura acustica, infatti, si tratta di due concetti diametralmente opposti:
- Fonoassorbimento: Serve a migliorare l’acustica interna (ridurre l’eco e il riverbero). Si usano materiali porosi e leggeri, spesso economici e vulnerabili al fuoco se non trattati.
- Fonoisolamento (Insonorizzazione): Serve a impedire che il rumore esca dal locale verso i vicini o le abitazioni soprastanti. Richiede materiali densi, pesanti e stratificati (come lana di roccia o cartongesso accoppiato), intrinsecamente molto più resistenti al fuoco.
«Installare spugne fonoassorbenti per non disturbare il vicinato è un errore tecnico grossolano», spiegano i tecnici. «Le onde sonore del basso e della musica passano attraverso quelle spugne come se non esistessero. È stato creato un involucro altamente infiammabile che non ha risolto il problema del rumore, ma ha creato un enorme problema di sicurezza».
Risparmio o negligenza?
Il sospetto è che si sia scelto il materiale più leggero, economico e facile da incollare autonomamente alle pareti, ignorando totalmente le norme antincendio svizzere (che sono tra le più rigide al mondo). Se venisse confermato che i pannelli non erano a norma per un locale pubblico, la posizione di Jacques e Jessica Moretti — già indagati per i loro investimenti immobiliari da 4 milioni di franchi — si aggraverebbe ulteriormente, passando dalla fatalità alla colpa grave.
