Torino, scontri al liceo Einstein: blitz all’alba, sei minori ai domiciliari

Condividi

È scattato alle prime luci dell’alba di oggi, 31 dicembre 2025, il blitz della Polizia di Stato che ha portato all’esecuzione di sei misure cautelari nei confronti di altrettanti minorenni. I giovani sono stati posti agli arresti domiciliari con l’accusa di aver preso parte ai violenti scontri con le forze dell’ordine avvenuti nelle scorse settimane davanti al liceo scientifico Albert Einstein.

Le indagini dopo l’assedio all’istituto

L’operazione, condotta dalla DIGOS di Torino e coordinata dalla Procura presso il Tribunale per i Minorenni, è il risultato di un’intensa attività investigativa basata sull’analisi dei filmati delle telecamere di videosorveglianza e dei video circolati sui social network.

I disordini erano scoppiati durante una protesta studentesca che era degenerata rapidamente in guerriglia urbana. Secondo la ricostruzione degli inquirenti:

  • Lancio di oggetti: I minori avrebbero bersagliato le forze dell’ordine con pietre, bottiglie e fumogeni.
  • Resistenza aggravata: Le cariche della polizia erano state necessarie per impedire l’occupazione forzata della struttura e per garantire l’incolumità del personale scolastico.
  • Danneggiamenti: Sono stati registrati danni consistenti agli arredi esterni dell’istituto e ad alcune auto parcheggiate nelle vicinanze.

Il clima di tensione nelle scuole torinesi

Il blitz di oggi arriva al culmine di un periodo di forte agitazione nel mondo studentesco torinese. Il liceo Einstein è stato per giorni l’epicentro di una protesta che, nata da rivendicazioni interne sulla gestione degli spazi scolastici, si è poi saldata con frange più radicali dell’antagonismo giovanile.

Le autorità sottolineano come le misure cautelari si siano rese necessarie non per limitare il diritto al dissenso, ma per sanzionare comportamenti violenti che hanno causato il ferimento di alcuni agenti e creato una situazione di pericolo pubblico.

Le reazioni

Mentre la Questura ribadisce la linea della “tolleranza zero” contro la violenza nelle manifestazioni, dai collettivi studenteschi si alza la protesta per quelle che vengono definite “misure eccessive” contro dei giovanissimi. “Si scelgono le manette al posto del dialogo”, scrivono in una nota alcuni rappresentanti degli studenti.