Sigfrido Ranucci difende la libertà di stampa e chiede una legge contro le liti temerarie

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A otto giorni dall’attentato di Pomezia, dove una bomba è esplosa sotto la sua abitazione, Sigfrido Ranucci torna a parlare pubblicamente e lo fa con toni decisi. Intervenuto all’assemblea dell’Associazione nazionale magistrati, il giornalista e conduttore di Report respinge la proposta di ritiro delle querele nei suoi confronti, avanzata da Francesco Storace e sostenuta dal Campo largo, ma non da Fratelli d’Italia. “Non voglio vincere per assenza di giocatori – ha dichiarato – voglio vincere sul campo. Però chi denuncia un giornalista sapendo che dice la verità, deve pagare, e pagare anche salato.”

Ranucci rilancia così il tema della libertà di stampa e chiede con forza l’approvazione della legge contro le liti temerarie, norme pensate per proteggere i giornalisti dalle querele pretestuose usate per intimidirli. Un appello ribadito anche nel collegamento con la piazza della Cgil, dove è stato accolto da un lungo applauso di solidarietà. “Dobbiamo difendere il diritto ad essere informati – ha sottolineato – perché impedire ai giornalisti di raccontare la verità significa negare ai cittadini la possibilità di scegliere in modo consapevole.”

Il giornalista ha ricordato che il diritto all’informazione comprende la possibilità di denunciare questioni come il precariato, le mancate cure sanitarie, la sicurezza sul lavoro e le disuguaglianze sociali. “Dobbiamo svelare ciò che accade nelle zone d’ombra e nei centri occulti che vogliono soffocare la democrazia”, ha aggiunto, ribadendo che la memoria e la trasparenza sono valori fondamentali da difendere.

Ranucci ha poi anticipato i contenuti della nuova stagione di Report, in onda su Rai3, che si aprirà con l’inchiesta di Giorgio Mottola “Piccoli Trump crescono”. L’indagine ricostruisce i legami tra think tank sovranisti europei e le grandi fondazioni conservatrici americane, come la Heritage Foundation, con l’obiettivo – secondo il programma – di esportare in Europa la visione politica di Donald Trump e delegittimare le istituzioni dell’Unione europea.

Nella stessa puntata, Luca Bertazzoni presenterà “A noi”, un’inchiesta sulle nomine nei vertici culturali italiani, mentre la rubrica “Lab Report” offrirà un approfondimento sulla Festa del fungo porcino di Lariano, evento che negli ultimi anni ha coinvolto figure politiche e finanziamenti pubblici.

L’attesa, tuttavia, è anche per la risposta del conduttore al Garante per la Privacy, dopo la multa da 150mila euro inflitta alla Rai per la diffusione di un audio tra l’ex ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano e la moglie. Ranucci aveva accusato l’Autorità di voler “punire Report per dare un segnale alle altre trasmissioni”, accuse definite “gravissime” dal Garante, che ha annunciato iniziative a tutela della propria dignità istituzionale.