All’interno del governo guidato da Giorgia Meloni si accende lo scontro politico sulle banche e sulle nuove tasse previste nella legge di bilancio. La Lega rilancia la sua linea dura contro gli istituti di credito, mentre Forza Italia difende il settore bancario e concentra le sue richieste sulla cancellazione della tassa sugli affitti brevi. Il dibattito si intreccia con le preoccupazioni diffuse tra i ministri per i tagli ai bilanci dei rispettivi dicasteri, in un contesto di tensione che mette alla prova la compattezza della maggioranza.
Il partito di Matteo Salvini ha alzato il tono della polemica, attaccando direttamente i banchieri, definiti da alcuni esponenti leghisti “sorprendenti e irritanti”. Per la Lega, finanziare la sanità, le famiglie e le imprese deve essere considerato un dovere morale, e per questo il Carroccio si dice pronto a presentare emendamenti in Parlamento per rafforzare il contributo chiesto al mondo finanziario. Mercoledì, Matteo Salvini incontrerà il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti per discutere nel dettaglio i punti più delicati della legge di bilancio, insieme agli esperti economici del partito.
Sul fronte opposto, il presidente dell’Abi, Antonio Patuelli, ha invitato alla prudenza, sottolineando che le banche pagano già un’imposizione complessiva sui redditi lordi superiore al 50%. Patuelli ha ricordato come gli istituti abbiano sostenuto autonomamente i costi delle crisi bancarie negli anni scorsi, invitando la politica a non trasformare la questione in una battaglia elettorale. Le banche, pur senza aspettarsi un alleggerimento fiscale, puntano almeno a confermare le modifiche approvate nella versione finale della manovra, in particolare sulle norme riguardanti la svalutazione dei crediti e gli interessi passivi.
Forza Italia, invece, insiste sulla necessità di cancellare la tassa sugli affitti brevi, che vale circa 100 milioni di euro. Intanto, i tagli ai ministeri ammontano complessivamente a 7 miliardi, colpendo in modo significativo il dicastero delle Infrastrutture guidato da Salvini. Tra le priorità restano i fondi per le Forze dell’ordine promessi dal ministro della Difesa Guido Crosetto, le risorse per la Metro C di Roma, il rafforzamento del welfare familiare e la proroga di Opzione donna.
Il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, pur riconoscendo le tensioni politiche, ha ribadito che non si è mai visto un governo così compatto. Tuttavia, la sensazione è che le vere decisioni saranno prese nelle aule di Camera e Senato, dove si giocherà il destino della legge di bilancio e degli equilibri interni al governo Meloni.
