Attentato a Sigfrido Ranucci, indagini sulla possibile matrice della ‘Ndrangheta

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Proseguono le indagini sull’attentato avvenuto giovedì scorso davanti all’abitazione di Sigfrido Ranucci a Pomezia, alle porte di Roma, dove un ordigno rudimentale ha semidistrutto le due auto del noto giornalista. I carabinieri del Ris sono al lavoro per analizzare i reperti dell’esplosivo e risalire agli autori del gesto, che fortunatamente non ha provocato vittime. Tra le piste più accreditate, gli inquirenti stanno valutando un possibile collegamento con ambienti della ‘Ndrangheta, in considerazione delle inchieste condotte da Ranucci su mafia, corruzione e crimine organizzato.

Secondo quanto emerso, l’ordigno era composto da circa un chilogrammo di esplosivo compresso, lasciato con la miccia accesa tra due vasi all’esterno della villetta. Chi ha posizionato il materiale conosceva perfettamente gli spostamenti del giornalista, rientrato proprio quel giorno a Pomezia dopo alcuni giorni di assenza. Un testimone ha riferito di aver visto una persona incappucciata allontanarsi poco prima dell’esplosione, circostanza che gli investigatori stanno approfondendo per identificare il possibile attentatore o gli attentatori.

La Procura antimafia di Roma segue attentamente il caso, considerando che l’attentato possa rappresentare una ritorsione per i servizi giornalistici di Ranucci, alcuni dei quali riguardano appalti nel settore eolico e infiltrazioni della ‘Ndrangheta in attività economiche del Nordest. La coincidenza tra i temi trattati dal giornalista e la modalità dell’attacco rende questa pista particolarmente significativa, anche se al momento non esistono conferme ufficiali di un coinvolgimento diretto della criminalità organizzata calabrese.

Gli investigatori stanno anche verificando un’auto rubata ritrovata poco distante dal luogo della deflagrazione, che potrebbe essere stata utilizzata per la fuga. L’analisi del tipo di esplosivo, dei frammenti dell’ordigno e dei filmati di sorveglianza costituiscono elementi chiave per ricostruire la dinamica dell’attentato. Nel frattempo, la comunità giornalistica e le istituzioni hanno espresso vicinanza a Ranucci, sottolineando l’importanza della protezione dei cronisti che operano su tematiche di criminalità organizzata.

Il caso resta aperto e sotto stretto controllo degli investigatori, che continuano a esaminare tutte le piste, comprese quelle legate alla ‘Ndrangheta e ad altri ambienti criminali, per garantire la sicurezza del giornalista e identificare i responsabili dell’attentato.