Schillaci revoca le nomine Nitag dopo le polemiche su Bellavite e Serravalle

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È durato appena dieci giorni il braccio di ferro politico sulle nomine di Paolo Bellavite ed Eugenio Serravalle nel Gruppo tecnico consultivo nazionale sulle vaccinazioni (Nitag) del ministero della Salute. Il 5 agosto il ministro Orazio Schillaci aveva firmato il decreto di nomina dei 22 componenti, ma questa mattina è arrivata la revoca dell’intero gruppo vaccini, decisione che secondo indiscrezioni non sarebbe stata concordata con la premier Giorgia Meloni, creando tensioni a Palazzo Chigi.

La pressione del mondo politico e della comunità scientifica è stata determinante: la petizione lanciata dal Patto per la Scienza il 7 agosto, sostenuta anche dal Nobel Giorgio Parisi e dal farmacologo Silvio Garattini, ha raccolto oltre 35.000 firme in pochi giorni. Lo stesso Garattini ha definito la scelta del ministro “un atto dovuto”, sottolineando l’importanza di correggere un errore che aveva suscitato forti perplessità.

Il ministro Schillaci ha spiegato la sua decisione ribadendo che “la tutela della salute pubblica richiede la massima attenzione e un lavoro serio, rigoroso e lontano dal clamore”. La revoca ha trovato consenso trasversale: da Forza Italia, con Maurizio Gasparri e Licia Ronzulli, al Partito Democratico, con Francesco Boccia, Beatrice Lorenzin e Ilenia Malavasi, fino a Riccardo Magi di Più Europa, che ha criticato il governo accusandolo di aver ceduto alle pressioni no vax.

Anche le associazioni scientifiche hanno accolto con favore la decisione. La Federazione nazionale degli Ordini dei medici, per voce del presidente Filippo Anelli, ha ribadito che “la salute va difesa con rigore scientifico”, mentre la Società italiana di pediatria ha parlato di “atto di coraggio e responsabilità”. A settembre sarà avviata la nuova procedura per individuare i componenti del Nitag, con criteri che il mondo scientifico auspica più rigorosi e trasparenti.