Ghislaine Maxwell, ex socialite britannica condannata per traffico sessuale e complice di Jeffrey Epstein, è stata trasferita in gran segreto nel Federal Prison Camp di Bryan, in Texas, una struttura di minima sicurezza con dormitori condivisi, corsi di economia e visite nei fine settimana. Il trasferimento, avvenuto senza annunci né spiegazioni ufficiali, ha suscitato forte indignazione e numerosi interrogativi, soprattutto perché coinciso con due incontri riservati tra Maxwell e Todd Blanche, viceministro della Giustizia ed ex avvocato personale di Donald Trump. Questi colloqui hanno alimentato i sospetti su una possibile collaborazione della detenuta con le autorità, aprendo ipotesi su una riduzione della pena o addirittura una grazia presidenziale.
Il carcere di Bryan ospita detenute non violente e a basso rischio, tra cui figure note come Elizabeth Holmes, condannata per frode, e Jen Shah, protagonista di un reality. Questo contesto “soft” contrasta nettamente con l’attesa di una pena esemplare per una trafficante di minori, suscitando la rabbia delle famiglie delle vittime di Epstein e Maxwell, che hanno appreso la notizia solo dai media. In una dura dichiarazione, i familiari di Virginia Giuffrè e altri denunciavano un “insabbiamento” e accusavano Trump di favorire i pedofili.
Condannata nel 2021 a 20 anni per traffico sessuale, Maxwell ha cercato di impugnare la sentenza sostenendo che un accordo legale del 2007 con Epstein le garantiva immunità. Ha inoltre offerto la sua testimonianza al Congresso a precise condizioni, rifiutate dalle autorità. La sua deposizione è stata rinviata, mentre l’amministrazione Usa ha mantenuto il riserbo sulle ragioni del trasferimento, limitandosi a parlare di “problemi di sicurezza” nella prigione precedente, Tallahassee.
Secondo esperti, il trasferimento a un campo di minima sicurezza richiede una deroga speciale, che in questo caso sembra essere stata concessa senza trasparenza. L’incontro con Blanche avrebbe portato Maxwell a fornire informazioni su oltre cento nomi collegati al giro Epstein, aumentando le speculazioni su un accordo non ufficiale. L’ombra di Donald Trump, ex amico di Epstein e Maxwell, aleggia sull’intera vicenda, con pressioni crescenti per la pubblicazione dei dossier segreti relativi al caso. La Casa Bianca però respinge le richieste, accusando la controparte di voler politicizzare il tema.
Le vittime continuano a manifestare la loro frustrazione per un sistema giudiziario che, a loro avviso, favorisce chi ha commesso abusi. L’avvocato Jack Scarola parla di “fallimento del sistema” e di un’amministrazione che permette silenziosamente questi favoritismi. La vicenda Maxwell resta una bomba a orologeria che riapre ferite e solleva dubbi su chi, e cosa, si stia realmente proteggendo.
