Notte di fuoco sul Monte Cofano: divampa l’incendio nella riserva naturale

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Vento di scirocco alimenta un rogo devastante

Nella notte tra il 25 e il 26 luglio 2025, un incendio boschivo di dimensioni eccezionali ha colpito la Riserva Naturale di Monte Cofano, alimentato da un vento caldo e incessante proveniente da sud. Le fiamme, visibili da chilometri di distanza lungo la baia, si sono propagate rapidamente in diverse direzioni mettendo a rischio l’area protetta e le zone circostanti .

Territorio colpito: la traiettoria del rogo

Il fronte di fuoco ha interessato principalmente il versante orientale del monte, tra Custonaci, Castelluzzo e San Vito Lo Capo, estendendosi fino alla costa verso il Golfo di Macari. Il rogo ha raggiunto la vegetazione della riserva e si è spinto verso la celebre Riserva dello Zingaro, anch’essa minacciata dalla furia delle fiamme. Le fiamme hanno lambito settori di macchia mediterranea e punti panoramici, anche nei pressi di località come Cornino e Monte Sparagio .

Soccorsi in azione: da terra e dal cielo

I Vigili del Fuoco, il Corpo Forestale, la Protezione Civile, la Polizia e la Prefettura di Trapani hanno operato tutta la notte. L’unico supporto aereo disponibile inizialmente era un elicottero “Falco”: il primo Canadair è giunto solo poco prima dell’alba e immediatamente dirottato sulla zona del Monte Cofano per contenere le fiamme più aggressive .


Conseguenze e ricadute sull’ambiente e le comunità

  • Evacuazioni preventive: numerose le operazioni di allontanamento di residenti, turisti e animali da Castelluzzo, Custonaci e San Vito Lo Capo. Tra i salvataggi più toccanti quello di un uomo ultracentenario e un giovane impegnato nel tentativo di salvare il proprio bestiame .
  • Danni ambientali ingenti: ettari di macchia mediterranea ridotti in cenere, ecosistemi compromessi, rischio di dissesto idrogeologico per la perdita del manto arboreo stabilizzante .
  • Potenziale origine dolosa: secondo il sindaco di Custonaci Fabrizio* Giuseppe Fonte*, il rogo sarebbe frutto di “cattiveria umana”, con focolai partiti da più punti contemporaneamente, suggerendo la mano di piromani .