Nonostante il periodo estivo e le vacanze trascorse lontano da Torino, lo stato d’animo di Dusan Vlahovic non è dei migliori. L’attaccante serbo ha scelto in queste settimane di rifugiarsi negli affetti più stretti: ha fatto visita alla famiglia, è passato da casa e ha trascorso del tempo con la compagna Vanja, con la quale è partito per una meta riservata. Il telefono resta acceso e ogni tanto squilla con qualche opportunità da valutare, ma fino al raduno bianconero Vlahovic ha scelto di staccare la spina, evitando lo stress legato a un possibile cambio di maglia. In questo momento, per lui, il tempo è un prezioso alleato.
Il suo desiderio, almeno per ora, resta quello di ripresentarsi alla Continassa, con l’intenzione di affrontare una sorta di secondo round con Damien Comolli. Durante un primo incontro negli Stati Uniti, Vlahovic aveva ribadito la volontà di restare alla Juventus, a prescindere dalle offerte ricevute. Ma il contesto è cambiato: non ci sono stati progressi sul fronte rinnovo e il nuovo direttore sportivo non ha dato segnali di voler riaprire il dialogo, né con incentivi né con dichiarazioni di fiducia nei confronti del serbo, che non ha mai raggiunto lo status di top player atteso dai tifosi juventini.
Una delusione collettiva che rischia di trasformarsi in un caso più grande se Vlahovic continuerà a rifiutare destinazioni considerate poco attraenti, come la Saudi Pro League o il Fenerbahce. I contatti tra l’agente Darko Ristic e il club turco proseguono, ma l’ingaggio da 12 milioni di euro tra parte fissa e bonus rappresenta un ostacolo notevole. La Juventus, pur desiderando alleggerire il monte stipendi, non ha intenzione di forzare la cessione o di escludere il giocatore dal gruppo.
Vlahovic rimane ufficialmente sul mercato: lo sa Igor Tudor, lo sanno i compagni e anche i tifosi. Tuttavia, finché sarà alla Juventus, se necessario, verrà impiegato. Il serbo resta silenzioso, non rilascia dichiarazioni e ha limitato anche la sua presenza sui social, oscurando i commenti su Instagram e non pubblicando immagini dal recente Mondiale negli Stati Uniti. La sua ultima esternazione pubblica risale addirittura a febbraio, quando scrisse: «Vincere non è importante, ma è l’unica cosa che conta», citando il mantra di Giampiero Boniperti, simbolo della filosofia juventina.
Ad oggi, la situazione è bloccata. La Juventus non potrà contare su Vlahovic senza un cambiamento concreto, e il serbo non accetterà soluzioni che non rispecchino le sue ambizioni. In attesa che qualcosa si sblocchi, la sensazione è che le parti giochino a rimpiattino, in un equilibrio precario che solo il mercato potrà spezzare.
