ieri pomeriggio, nei pressi di Fagarè (San Biagio di Callalta). Due giovani, un 21enne e un coetaneo, si sono tuffati nel fiume e non sono riemersi. La tempestiva segnalazione di un’amica ha innescato una complessa operazione di soccorso con vigili del fuoco e un elicottero. Purtroppo uno dei ragazzi, di origine ecuadoriana, è stato recuperato senza vita, mentre l’altro è stato tratto in salvo sano e salvo.
Dinamica dell’incidente
L’allarme è scattato intorno al primo pomeriggio di mercoledì 18 giugno, quando l’amica che era con loro ha notato che i due non riemergevano dal Piave. I soccorsi, coordinati dai vigili del fuoco – anche con un elicottero – hanno setacciato il tratto tra Fagarè e Ponte di Piave nel tentativo di localizzarli prima che il fiume modificasse la corrente .
Vittima e sopravvissuto
Secondo le autorità, la vittima è un giovane 21enne di origine ecuadoriana, residente in provincia di Pordenone. L’altro ragazzo è stato tratto in salvo e, fortunatamente, non ha riportato lesioni gravi; ora si trova in buone condizioni. Le operazioni di recupero del corpo del giovane deceduto sono proseguite fino al pomeriggio.
Intervento d’emergenza e criticità del fiume
Le squadre sul posto hanno utilizzato tecniche specifiche per salvare persone sommerse, contando sull’apporto fondamentale dell’amica che ha dato tempestivamente l’allarme . Le acque del Piave, particolarmente mosse in questa stagione, sono state indicate come causa principale della gravità dell’incidente.
Questa tragedia riporta l’attenzione sulla sicurezza nei corsi d’acqua, in particolare durante la stagione estiva, quando i tufferelli sono una tentazione comune tra i giovani. Le correnti imprevedibili del Piave richiedono prudenza: è fondamentale che chi fruisce del fiume rispetti le normative locali e segua sempre le misure di sicurezza, come la compagnia, il giubbotto salvagente e l’attento monitoraggio delle condizioni dell’acqua.
