Cineasti europei chiedono un’Europa della cultura per difendere il cinema e l’audiovisivo

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I cineasti, registi e sceneggiatori europei lanciano un appello urgente per difendere il cinema e l’audiovisivo come patrimonio culturale imprescindibile dell’Europa. In un documento comune presentato a Cannes e firmato anche dall’associazione italiana 100 Autori, si sottolinea come i film riflettano la ricchezza delle culture europee, nelle loro lingue, immagini e storie, elementi fondamentali per la vita democratica e l’identità dei cittadini. Il cinema europeo, nato con i Fratelli Lumière, è al tempo stesso arte e industria, capace di proporre punti di vista unici e un’incredibile varietà di espressioni, nonostante le limitate risorse rispetto all’egemonia economica hollywoodiana.

Il testo denuncia come la dimensione culturale del cinema rischi di essere sacrificata in favore di una mera regolazione di mercato da parte della Commissione Europea, favorendo di fatto le produzioni americane. Gli autori ricordano l’importanza di mantenere il principio dell’eccezione culturale, che riconosce il cinema e l’audiovisivo come settori culturali, anche nella loro dimensione commerciale. Questo principio ha permesso al cinema europeo di diventare il terzo al mondo per produzione e il primo per le coproduzioni internazionali.

I firmatari denunciano inoltre come la guerra economica con gli Stati Uniti si traduca in una guerra culturale, con tentativi di indebolire le normative europee a vantaggio dei giganti digitali americani. Pur riconoscendo la necessità di combattere la disinformazione e promuovere il pluralismo mediatico, i cineasti avvertono che non si devono estendere poteri normativi tali da compromettere l’identità culturale dei settori cinematografico e audiovisivo, già regolati da strumenti europei.

L’appello si conclude con un invito a rifondare un’Europa della Cultura che rispetti la diversità e la libertà di espressione di oltre 450 milioni di cittadini europei, tutelando così il ruolo fondamentale dell’arte nella società e preservando le specificità culturali del Vecchio Continente.