di Umberto Zollo
Una giornata drammatica e memorabile, quella andata in scena nella sesta tappa del Giro d’Italia 2025, da Potenza a Napoli (217,5 km). Tra fughe coraggiose, cadute rovinose e sprint mozzafiato, a prendersi la scena è stato l’australiano Kaden Groves (Alpecin-Deceuninck), che ha conquistato la vittoria davanti a Milan Fretin (Cofidis) e Paul Magnier (Soudal Quick-Step), in una volata tesissima e priva di punti e abbuoni, a causa della neutralizzazione disposta dopo un brutto incidente.

La tappa era cominciata nel segno dell’attacco. Dopo alcuni tentativi sparsi, si è formato in testa un drappello di sei corridori: Michel Ries (Arkéa-B&B Hotels), Ben Turner (INEOS Grenadiers), Josef Černý (Soudal Quick-Step), Felix Engelhardt (Jayco-AlUla), Manuele Tarozzi (VF Group-Bardiani CSF-Faizanè) e Lorenzo Fortunato (XDS Astana), in Maglia Azzurra. Poco dopo si è unito anche Lorenzo Germani (Groupama-FDJ), mentre il gruppo lasciava fare, tenendo il margine sotto controllo.
La fuga è stata poi annullata da una reazione orchestrata dalla Visma Lease a Bike, che ha riportato compatto il plotone. Ne è nata una nuova sortita a due: il giovane francese Enzo Paleni (Groupama-FDJ) e il neerlandese Taco van der Hoorn (Intermarché-Wanty), già vincitore di tappa al Giro 2021. I due hanno preso vantaggio e si sono poi uniti, per qualche decina di chilometri, a Lorenzo Fortunato, che ha conquistato il primo GPM di giornata al Monte Carruozzo, prima di rialzarsi.
A circa 70 chilometri dall’arrivo, durante un tratto di discesa reso particolarmente scivoloso dalla pioggia, si è verificata una maxi caduta che ha coinvolto numerosi corridori. Tra i più colpiti Jai Hindley (Red Bull-Bora-hansgrohe), costretto al ritiro e sottoposto a valutazione per possibile trauma cranico, e Juri Hollmann (Alpecin-Deceuninck), per il quale si sospetta una frattura al bacino. Nell’incidente sono rimasti coinvolti anche Richard Carapaz, Lorenzo Fortunato, Daniel Felipe Martínez e Jan Tratnik, tra gli altri.
Vista la gravità dell’incidente e le condizioni meteorologiche, la direzione di corsa ha deciso di neutralizzare la tappa: corsa fermata, tempi congelati, e nessun abbuono, punto o distacco in classifica generale. La tappa è rimasta valida solo per la vittoria di giornata.
Dopo una lunga pausa, la corsa è ripresa dal punto in cui era stata interrotta, con Paleni e Van der Hoorn nuovamente in testa. Il loro margine si è però assottigliato sotto l’impulso delle squadre dei velocisti: Alpecin, Cofidis e Tudor si sono alternate in testa, con l’obiettivo di portare i propri sprinter alla volata.
A 3 chilometri dal traguardo, i due fuggitivi sono stati riassorbiti, e si è preparata la battaglia finale. Ai -1 km, Wout van Aert ha tentato un’azione a sorpresa, ma Groves ha saputo leggere il momento, si è lanciato con decisione sulla sinistra, resistendo al ritorno di Fretin e Magnier. Uno sprint fulmineo e perfetto, che regala all’australiano la sua seconda vittoria al Giro dopo quella del 2023 nella tappa di Salerno.
Ordine d’arrivo – 6ª Tappa (Potenza > Napoli, 217.5 km)
- KadenGroves (Alpecin-Deceuninck) – 4h59’52”
- Milan Fretin (Cofidis) – s.t.
- Paul Magnier (Soudal Quick-Step) – s.t.
Classifica Generale dopo la 6ª Tappa
- MadsPedersen (Lidl-Trek) – 20h11’44’’
- Primož Roglič (Red Bull – Bora – Hansgrohe) – +17″
- Mathias Vacek (Lidl-Trek) – +24″
