Nuovo colpo delle forze dell’ordine contro la pirateria audiovisiva in Italia. Nell’ambito di un’operazione nazionale, sono stati individuati oltre 2.200 utenti finali che utilizzavano il cosiddetto “pezzotto”, ovvero dispositivi illegali o IPTV pirata per accedere a contenuti televisivi a pagamento senza autorizzazione. L’operazione, coordinata dalla Guardia di Finanza e dalla Procura della Repubblica di Milano, conferma l’indirizzo di tolleranza zero contro chi alimenta il mercato nero dello streaming illegale.
Secondo quanto riferito dagli inquirenti, gli utenti finiti nel mirino sono stati rintracciati attraverso il tracciamento degli indirizzi IP e l’analisi dei flussi di accesso alle piattaforme pirata. I responsabili rischiano fino a 3 anni di reclusione e multe che possono superare i 25.000 euro, come previsto dalla legge sul diritto d’autore.
L’operazione rappresenta un’evoluzione significativa nella lotta alla pirateria, perché si concentra non solo sui gestori delle piattaforme illegali, ma anche su chi ne fa uso quotidiano. Una strategia che punta a disincentivare il consumo di contenuti piratati, colpendo la domanda oltre che l’offerta.
Il “pezzotto” – termine ormai tristemente noto – è spesso associato a dispositivi che permettono, in modo illegale, la visione di eventi sportivi, film, serie TV e altri contenuti a pagamento. Secondo l’AGCOM, sono oltre 11 milioni gli italiani che almeno una volta hanno utilizzato servizi di questo tipo, causando un danno economico stimato di circa 1 miliardo di euro l’anno alle emittenti e all’intero settore dell’intrattenimento.
Le autorità avvertono: “Chi usa il pezzotto non è anonimo”
La Guardia di Finanza ribadisce che l’utilizzo di questi sistemi non è privo di conseguenze. “Chi pensa di restare anonimo davanti a uno schermo sbaglia di grosso,” ha dichiarato un portavoce. “I dati di accesso e gli indirizzi IP vengono tracciati e conservati. Nessuno è davvero invisibile online.”
L’operazione di questi giorni è solo l’ultima di una lunga serie di blitz anti-pirateria messi in atto nell’ultimo biennio. Le forze dell’ordine promettono che le attività di monitoraggio continueranno, anche in vista degli eventi sportivi estivi, periodo durante il quale l’uso del pezzotto tende a intensificarsi.
