Operazione antimafia tra Calabria, Cuneo e Parma: colpite le cosche “Abbruzzese” e “Forastefano” – VIDEO

Maxi operazione antimafia tra Calabria, Piemonte ed Emilia-Romagna: le forze dell’ordine hanno sferrato un duro colpo alle cosche “Abbruzzese” e “Forastefano”, attive nel territorio della Sibaritide e ramificate anche al Nord Italia. L’operazione, condotta all’alba con il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro, ha portato a decine di arresti e al sequestro di beni per milioni di euro.

Il blitz ha interessato le province di Cosenza, Cuneo e Parma e rappresenta l’ennesima conferma della pervasività della ‘ndrangheta calabrese, capace di infiltrarsi nel tessuto economico e sociale anche a centinaia di chilometri dalla sua roccaforte.

Nel mirino le cosche storiche della Sibaritide

Le indagini, durate oltre due anni, hanno documentato le attività criminali dei clan Abbruzzese, noti anche come “Ciceri”, e Forastefano, entrambi radicati nell’area di Cassano allo Ionio e Sibari. Tra i reati contestati figurano associazione mafiosa, estorsione, traffico di droga, usura e riciclaggio.

Secondo quanto emerso, i clan avevano instaurato un vero e proprio controllo del territorio, imponendo il pizzo a imprenditori agricoli e commercianti, gestendo il traffico di stupefacenti e reinvestendo i proventi illeciti in attività economiche apparentemente lecite, anche al Nord.

Infiltrazioni nel tessuto economico di Cuneo e Parma

L’aspetto più preoccupante emerso dall’operazione riguarda la ramificazione delle cosche calabresi nel Nord Italia. In particolare, in provincia di Cuneo e a Parma, alcuni affiliati gestivano attività nel settore edilizio e della logistica, utilizzate per il riciclaggio di denaro sporco e per rafforzare il potere economico dei clan.

Le forze dell’ordine hanno eseguito arresti anche fuori dalla Calabria, segno di una strategia mafiosa sempre più proiettata all’espansione nazionale e alla mimetizzazione nei circuiti economici legali.

Il plauso delle istituzioni e il monito degli inquirenti

Il Procuratore Nicola Gratteri ha sottolineato l’importanza dell’operazione, definendola “un segnale chiaro che lo Stato c’è e combatte la criminalità organizzata ovunque si annidi”. Anche il Ministro dell’Interno ha espresso il proprio plauso alle forze dell’ordine, ribadendo l’impegno costante nella lotta alle mafie.