Giro d’Italia 2025: i favoriti, le sorprese e le nuove promesse della Corsa Rosa

Condividi

di Umberto Zollo

Cresce l’attesa per il Giro d’Italia, il cui viaggio inizia oggi dall’Albania. Questo inizio inedito promette spettacolo, passione e colpi di scena dal primo all’ultimo chilometro. Ventitré squadre, con i migliori ciclisti al mondo, si sfideranno per un unico obiettivo: il Trofeo Senza Fine.

Cinque ex vincitori sono al via: Primož Roglič (2023), Jai Hindley (2022), Egan Bernal (2021), Richard Carapaz (2019) e Nairo Quintana (2014). Il favorito principale sembra essere il leader della Red Bull – Bora – Hansgrohe, Primož Roglič.

Foto di Umberto Zollo

Juan Ayuso, protagonista di un eccellente inizio di stagione con vittorie tra cui il Trofeo Laigueglia e la Tirreno Adriatico, si presenta come il principale rivale di Roglič. Isaac Del Toro, vincitore della recente Milano-Torino, è un altro esordiente atteso.

Tra i nomi da tenere d’occhio per le posizioni di alta classifica ci sono Egan Bernal e Richard Carapaz, già vincitori del Giro nel 2021 e nel 2019 rispettivamente. Altri ex vincitori come Jai Hindley (2022) e Nairo Quintana (2014) aggiungono fascino alla competizione.

Foto di Umberto Zollo

Mikel Landa, Simon Yates, Antonio Tiberi, Pello Bilbao, Derek Gee, Romain Bardet, Giulio Ciccone e David Gaudu sono tra i contendenti per le posizioni di vertice, capaci di brillare sulle grandi salite.

Max Storer, Einer Rubio, Damiano Caruso, Davide Piganzoli, Lorenzo Fortunato, Wouter Poels e Filippo Zana sono altri nomi pronti a fare la differenza sulle montagne.

La Corsa Rosa vedrà l’esordio di due grandi protagonisti delle classiche come Wout Van Aert e Thomas Pidcock, mentre Mads Pedersen affronterà il suo terzo Giro.

Le due cronometro in programma saranno il terreno ideale per gli specialisti delle prove contro il tempo. Edoardo Affini e Joshua Tarling, ultimi campioni europei della disciplina, e Mattia Cattaneo sono tra i favoriti per queste tappe.

Le dichiarazioni dei protagonisti:

Primož Roglič: “È interessante correre contro il mio ex compagno di squadra Wout Van Aert. Per me è più di un semplice corridore. Avrà sicuramente le sue occasioni in questo Giro“.

Juan Ayuso: “Correre qui è diverso rispetto alla Volta Catalunya. Il Giro è più duro e più lungo. Devo stare attento ogni giorno. Spero che la cronometro di sabato vada a mio favore. Alla Vuelta nel 2022 e nel 2023 l’età poteva essere un fattore, ma ora, al mio quarto Grande Giro, se dovessi crollare nell’ultima settimana, non sarà per colpa dell’età“.

Egan Bernal: “Sto ancora lottando con me stesso per vincere un altro Grande Giro. Non so se sono ancora in grado di farlo o no, ma è il mio obiettivo. So per certo che oggi mi godo il ciclismo più di quando vincevo. Con il supporto del team, ho fatto una preparazione davvero ottima nelle ultime due settimane. Il nuovo design della mia maglia da campione nazionale richiama la squadra Café de Colombia degli anni ’80 e ’90. È stata quella maglia a ispirarmi a diventare ciclista, e ora provo a fare lo stesso con la prossima generazione“.

Wout Van Aert: “Abbiamo provato il finale della prima tappa a Tirana. È stato utile vedere la salita: mi è sembrata abbastanza dura, con uno strappo iniziale ripido e poi una lunga discesa fino all’arrivo. Vedo una buona possibilità per gli attaccanti di arrivare fino in fondo. Abbiamo una squadra molto forte, con corridori adatti a tutti i tipi di terreno, ci saranno occasioni ogni giorno. La mia preparazione non è stata ideale, ma qui in Albania sono curioso di scoprire nuove culture e nuove strade“.