Ad Ascoli Piceno, la polemica innescata dai recenti controlli della polizia locale sulla titolare del panificio “L’assalto ai forni”, Lorenza Roiati, sembra aver preso una piega ancora più accesa. I controlli erano scattati dopo che la donna aveva esposto un lenzuolo con la scritta: “25 Aprile buono come il pane, bello come l’antifascismo”, in occasione della celebrazione del Giorno della Liberazione. L’iniziativa era stata accusata da alcuni di avere connotazioni politiche e provocatorie, suscitando un acceso dibattito nella città.
Ieri sera, ad alimentare ulteriormente la discussione, è comparso uno striscione con la scritta “Ai forni”, preceduta dalla parola “L’assalto” e successivamente cancellato. Il messaggio, posizionato in via Luigi Marin, a pochi passi dalla Questura di Ascoli, ha suscitato reazioni contrastanti. Lo striscione è stato rimosso poco dopo la sua comparsa, ma il suo significato non è sfuggito a molti cittadini.
Il consigliere comunale di opposizione, Gregorio Cappelli, ha subito denunciato l’accaduto, definendo il messaggio “inequivocabile” e accusando alcuni individui di essere portatori di una “profonda e radicata identità fascista”. Cappelli ha aggiunto che il sindaco di Ascoli, Marco Fioravanti, nega la presenza di tali tendenze nella città, ma lo ha criticato, sostenendo che negli ultimi anni Ascoli è stato al centro di notizie legate proprio a eventi di natura fascista e provocatoria.
Il consigliere di opposizione ha quindi esortato il primo cittadino a intervenire tempestivamente, difendendo la Costituzione antifascista sulla quale ha giurato al momento del suo insediamento. La richiesta di Cappelli è chiara: un intervento deciso contro qualsiasi forma di espressione di estremismo che possa minacciare i valori democratici e antifascisti fondamentali della Repubblica.
Il caso, che si inserisce nel contesto delle tradizionali celebrazioni del 25 aprile, continua a sollevare polemiche su come la politica locale e la cittadinanza affrontano il tema della memoria storica e dell’antifascismo. In attesa di ulteriori sviluppi, la situazione di Ascoli rimane sotto osservazione, con l’opinione pubblica divisa tra chi sostiene la libertà di espressione e chi denuncia i pericoli di un ritorno di idee e simboli legati al fascismo.
