La Guardia di Finanza di Bologna ha eseguito la confisca definitiva di beni per un valore complessivo di circa 4,4 milioni di euro nei confronti di un imprenditore cinquantenne di origini campane, residente da anni nel capoluogo emiliano. Il provvedimento è stato emesso dalla Corte d’Appello di Bologna e confermato dalla Suprema Corte di Cassazione, rendendo definitivo il sequestro già disposto nel 2022.
Tra i beni confiscati figurano sette immobili situati a Bologna e Riccione, tra cui un ristorante-pizzeria e un bed & breakfast, una società commerciale e disponibilità finanziarie per oltre 1,6 milioni di euro. L’imprenditore era stato arrestato tra il 2018 e il 2020, insieme ad altre sei persone, per un sistema di “fallimenti pilotati a catena” con ingente evasione fiscale.
Le indagini della Guardia di Finanza hanno evidenziato la sua pericolosità economico-finanziaria, con un curriculum criminale caratterizzato da frodi tributarie, fallimentari e patrimoniali. In pochi anni, l’uomo è passato da truffe di lieve entità alla gestione di sofisticati schemi di evasione fiscale, collaborando con soggetti pregiudicati.
L’imprenditore avrebbe accumulato un patrimonio illecito di circa 9 milioni di euro, nonostante dichiarazioni fiscali irrisorie (400mila euro in 25 anni). Parte delle somme veniva depositata in una banca croata e successivamente reintrodotta in Italia per investimenti immobiliari e commerciali.
L’operazione rientra nell’azione della Guardia di Finanza per contrastare l’inquinamento dell’economia legale e restituire alla collettività i beni illecitamente accumulati dalla criminalità.
