Sanremo Women, Kopecky firma Via Roma: Gasparrini terza in una gara segnata da una caduta

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di Umberto Zollo

La Sanremo Women 2026 parla belga e si chiude con l’immagine di Lotte Kopecky che alza le braccia su Via Roma dopo 156 chilometri da Genova a Sanremo. La portacolori della Team SD Worx – Protime ha conquistato la seconda edizione della corsa imponendosi allo sprint su un gruppetto di cinque atlete, davanti a Noemi Ruegg e a Eleonora Gasparrini, migliore delle italiane sul podio. Una gara costruita tra attesa, selezione e scatti sulle salite simbolo della Classicissima, ma segnata anche dalla brutta caduta nella discesa della Cipressa.

Per oltre cinquanta chilometri la corsa ha cercato la propria fuga buona, poi un drappello di nove attaccanti ha provato ad anticipare il gruppo, arrivando a guadagnare fino a tre minuti. In avanscoperta sono finite anche diverse italiane, tra cui Eleonora La Bella, Katia Ragusa, Lara Crestanello, Eleonora Deotta, Sara Luccon e Sofia Arici, in un tentativo che ha animato la prima parte di giornata lungo una Riviera dal volto doppio: luminosa nello scenario, severa nella gestione tattica.

Il margine delle battistrada si è però assottigliato con l’avvicinarsi dei Capi, quando il lavoro della SD Worx ha cambiato passo al gruppo e riportato la corsa su binari più controllati. Da quel momento la Sanremo Women ha assunto il profilo che più le appartiene: ritmo crescente, nervi tesi, posizioni da difendere e la sensazione che tutto dovesse ancora accadere nei chilometri conclusivi.

La corsa è entrata nel suo momento più delicato sulla Cipressa, dove gli attacchi hanno iniziato a spezzare il gruppo. Kasia Niewiadoma è stata tra le più attive, ma nella successiva discesa si è verificata la caduta che ha cambiato il finale. A terra sono finite, tra le altre, la stessa Niewiadoma e Kim Le Court, mentre Debora Silvestri è stata sbalzata oltre il guard rail, finendo sulla carreggiata sottostante. Le prime informazioni emerse dopo l’incidente sono apparse incoraggianti: l’atleta della Laboral Kutxa – Fundación Euskadi sarebbe rimasta cosciente ed è stata trasportata in ospedale per gli accertamenti del caso.

Al traguardo, Kim Le Court ha ricostruito quei secondi concitati: “Non so cosa sia successo di preciso, ma appena ho fatto la curva ho visto che Kasia era a terra, la mia prima reazione è stata frenare ed evitare il guard rail e le sono andata addosso. Ho capito subito che per me la corsa era ormai finita e mi sono avvicinata a Kasia per sincerarmi sulle sue condizioni, le ho chiesto come stesse e fortunatamente mi ha risposto subito, era reattiva. Mi dispiace perchè stavo molto bene, sono un po’ delusa, ma sono cose che capitano nel ciclismo.”

Superato il momento più drammatico, la corsa si è decisa sul Poggio, dove l’accelerazione di Puck Pieterse e il lavoro di Dominika Wlodarczyk hanno selezionato il gruppo di testa. Con loro sono riuscite a restare Kopecky, Ruegg e Gasparrini. Le cinque hanno trovato subito un’intesa sufficiente per difendere il piccolo margine in discesa e nel tratto finale verso Via Roma, giocandosi così il successo in uno sprint ristretto, nervoso ma lineare.

Nel rettilineo conclusivo Kopecky ha fatto valere esperienza, freddezza e potenza, mettendo la propria firma su una corsa che un anno fa l’aveva vista lavorare per la compagna Lorena Wiebes. Stavolta, invece, la campionessa belga ha finalizzato in prima persona il lavoro della squadra, confermando come il suo nome resti uno dei riferimenti assoluti del ciclismo mondiale anche nelle gare di un giorno più esigenti. Alle sue spalle, Noemi Ruegg ha confermato una crescita ormai evidente, mentre Eleonora Gasparrini ha regalato al ciclismo italiano un podio di peso su uno dei traguardi più prestigiosi del calendario.

Poco dopo l’arrivo, la vincitrice ha sintetizzato così il senso del successo: “È una vittoria davvero speciale. Ho avuto un grande supporto da parte delle mie compagne di squadra dall’inizio alla fine e ci siamo prese la responsabilità di condurre il gruppo per tutta la gara. Ero molto felice di essere davanti sul Poggio: sapevo che con un buon vantaggio saremmo potute arrivare fino a Sanremo. In volata sono riuscita a finalizzare il lavoro di tutto il team, e di questo sono contentissima.”

Dietro il quintetto di testa, il gruppo inseguitore ha chiuso con un piccolo ritardo, regolato da Lorena Wiebes per la sesta posizione. In top ten anche Elisa Balsamo, ottava, e Chiara Consonni, decima. Un bilancio che per l’Italia lascia segnali incoraggianti, soprattutto per la qualità mostrata da Gasparrini nel momento più selettivo della corsa.

La seconda edizione della Sanremo Women consegna quindi un verdetto netto ma non banale. C’è la firma di una campionessa abituata a vincere, ma c’è anche la conferma che questa corsa, con Cipressa, Poggio e l’arrivo sul mare, possiede già una fisionomia precisa: non soltanto una prova di resistenza, ma una gara in cui tempismo, lettura tattica e coraggio contano quanto la gamba. Resta l’augurio che le notizie su Debora Silvestri possano continuare a essere rassicuranti, in una giornata che ha unito il fascino della Riviera alla durezza più vera del ciclismo.

Ordine d’arrivo

  1. Lotte Kopecky (Team SD Worx – Protime) – 156 km in 3h47’17”
  2. Noemi Ruegg (EF Education – Oatly) s.t.
  3. Eleonora Gasparrini (UAE Team ADQ) s.t.
  4. Puck Pieterse (Fenix-Premier Tech) s.t.
  5. Dominika Wlodarczyk (UAE Team ADQ) s.t.

@foto comunicato stampa rcs

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