Giro dell’Appennino Donne, cresce il profilo internazionale: al via sette squadre WorldTour

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di Umberto Zollo

Il Giro dell’Appennino Donne si prepara a vivere la sua seconda edizione con una collocazione autonoma nel calendario e con un profilo tecnico e internazionale in netta crescita. L’appuntamento è fissato per domenica 22 marzo, sulle strade tra Piemonte e Liguria, per una corsa che, dopo il riscontro organizzativo ottenuto nel 2025, è stata promossa alla prima categoria delle gare femminili UCI.

Il salto di qualità emerge da più elementi. A crescere è innanzitutto il percorso, che nel 2026 raggiunge i 111 chilometri, ma soprattutto aumenta il peso del lotto delle partecipanti. Saranno infatti 25 le squadre al via, con una presenza particolarmente significativa del ciclismo di vertice: spicca infatti la forte presenza di sette squadre WorldTour, dato che contribuisce a certificare l’ambizione internazionale della manifestazione. Tra queste figurano anche UAE Team ADQ e FDJ United-SUEZ, indicate come le due formazioni ai vertici delle classifiche mondiali.

La partecipazione di un numero così rilevante di squadre della massima categoria rappresenta uno degli aspetti più rilevanti dell’edizione 2026. In un panorama femminile sempre più competitivo e selettivo, la capacità di attrarre sette formazioni WorldTour offre una misura concreta della crescita dell’evento e della sua credibilità sul piano sportivo e organizzativo. A completare il quadro ci sarà anche la nazionale ucraina, altro segnale della dimensione internazionale assunta dalla corsa.

Accanto all’aspetto agonistico, il Giro dell’Appennino Donne porta con sé anche un contenuto simbolico. A Valentina Scandolara è stato consegnato l’Appennino Rosa, riconoscimento che si inserisce in un percorso di legami consolidati tra l’ex atleta e la manifestazione. Nel 2026 Scandolara è diventata responsabile della squadra femminile su strada del Centro Mondiale di Ciclismo UCI, la formazione WCC, iscritta a questa edizione con atlete provenienti da Mauritius, Afghanistan, Ucraina, Colombia, Rwanda e Svizzera.

Tra le storie che accompagneranno la corsa c’è anche quella di Yulduz Hashimi, atleta afgana inserita nella squadra del Centro Mondiale di Ciclismo UCI. La sua presenza richiama una vicenda che va oltre il solo piano sportivo: Hashimi è una delle cicliste sottratte, insieme ad altre compagne, alla persecuzione dei talebani in Afghanistan grazie all’intervento di Alessandra Cappellotto, designata Appennino Rosa 2025.

@foto Ufficio Stampa U.S. Pontedecimo

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