Parlato perde la causa contro SportItalia e Criscitiello

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Il giornalista napoletano Manuel Parlato perde la causa contro SportItalia e Michele Criscitiello e viene condannato anche al pagamento di 6mila euro di spese legali. La vicenda prende le mosse dal febbraio 2025, quando durante una trasmissione sul calciomercato Parlato commentò una gag andata in onda la sera precedente tra Criscitiello e Tancredi Palmeri, relativa al mercato del Napoli. Il commento del giornalista, «Ci aspettiamo che la stessa gag sia fatta anche per altre squadre», provocò la reazione immediata del conduttore e direttore di SportItalia, che lo licenziò in diretta televisiva con la frase: «Qua dentro non ci lavori più».

Dopo il licenziamento, Parlato aveva presentato ricorso contro SportItalia e Criscitiello, sostenendo che la decisione fosse ingiusta e chiedendo un risarcimento. Il tribunale ha però respinto il ricorso, confermando la legittimità del licenziamento e sottolineando come l’intervento di Criscitiello durante la diretta rientrasse nei poteri di gestione e direzione del programma. La sentenza rappresenta una chiara conferma della responsabilità del giornalista di rispettare le dinamiche editoriali e le regole interne delle emittenti televisive, anche in contesti di commento e critica.

Il caso ha attirato l’attenzione del mondo dell’informazione sportiva per la modalità inusuale con cui si è consumato il licenziamento, avvenuto davanti alle telecamere, e per il peso mediatico di Michele Criscitiello, noto volto televisivo e giornalista di lungo corso nel panorama calcistico italiano. La vicenda mette in evidenza le tensioni tra libertà di opinione e disciplina interna nelle trasmissioni sportive, dove i commenti critici possono rapidamente trasformarsi in problemi professionali, soprattutto quando coinvolgono figure di vertice dell’emittente.

Per Manuel Parlato la sentenza del tribunale chiude una fase giudiziaria delicata e impone anche il pagamento delle spese legali, mentre SportItalia e Michele Criscitiello ottengono conferma della piena legittimità delle proprie scelte. La vicenda resta comunque un episodio emblematico della televisione sportiva italiana, dove la diretta televisiva e la gestione delle dinamiche interne possono avere conseguenze immediate sulla carriera dei giornalisti e sul rapporto con il pubblico. L’episodio di Napoli e della gag sul calciomercato resta oggi un esempio discusso di come la libertà di commento possa scontrarsi con le regole aziendali in diretta televisiva.

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