Ciclone Harry, 2 miliardi di danni al Sud ignorati dai media

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Il ciclone Harry ha provocato danni ingenti al Sud Italia, colpendo in particolare Sardegna, Sicilia e Calabria, ma la vicenda è rapidamente uscita dai radar dei media nazionali. Case, negozi, infrastrutture e attività economiche sono state devastate da vento, pioggia e mareggiate, con onde alte fino a quattro piani che hanno spazzato via spiagge, porticcioli e stabilimenti balneari. Nonostante l’assenza di vittime, il bilancio dei danni stimato supera i due miliardi di euro, e le comunità colpite chiedono attenzione, risorse immediate e tempi rapidi per la ricostruzione.

Il sindaco di Furci Siculo, Danilo Lo Giudice, ha descritto la situazione come “una catastrofe di dimensioni mai viste”. Secondo il primo cittadino, oltre cento attività commerciali sono state completamente distrutte e invase da sabbia e detriti, mentre un migliaio di famiglie resta senza energia elettrica. Solo una parte del lungomare è sopravvissuta alla furia delle onde e occorrerà verificare la sicurezza delle abitazioni rimaste in piedi. Mezzi dell’Esercito Italiano sono già operativi per supportare le operazioni di primo soccorso e ripristino della viabilità.

Il sistema nazionale di previsione e prevenzione, coordinato dalla Protezione Civile, ha funzionato efficacemente, consentendo evacuazioni tempestive e limitando le perdite umane. Tuttavia, l’impatto economico e infrastrutturale è enorme: in Sicilia i danni superano un miliardo di euro, in Sardegna circa mezzo miliardo e ulteriori perdite sono stimate in Calabria. Il governo si appresta a nominare commissari per l’emergenza e a dichiarare lo stato di emergenza nazionale, mentre i presidenti regionali, Alessandra Todde in Sardegna e Renato Schifani in Sicilia, hanno già stanziato fondi e attivato interlocuzioni per accedere a risorse europee e nazionali.

Anche il settore della pesca e delle cooperative risente della devastazione: secondo Confcooperative Fedagripesca, tra imbarcazioni, infrastrutture e mancati guadagni, le perdite potrebbero avvicinarsi ai 40 milioni di euro, rendendo urgente il rifinanziamento del fondo di solidarietà per il comparto. Le comunità colpite sottolineano l’importanza di mantenere alta l’attenzione dei media, per evitare che l’emergenza venga rapidamente dimenticata e che le necessità di ricostruzione diventino ancora più difficili da affrontare.

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