La difesa di Alessandro Impagnatiello, condannato per l’omicidio della fidanzata Giulia Tramontano, incinta di sette mesi, contesta in sede d’appello le aggravanti di premeditazione e crudeltà. “Temeva che la gravidanza compromettesse la sua reputazione”, dice.
La strategia difensiva in Appello
In vista dell’udienza d’appello a Milano, le avvocate Giulia Geradini e Samantha Barbaglia hanno presentato le motivazioni per rivedere la sentenza di condanna all’ergastolo di Impagnatiello. L’obiettivo è escludere le aggravanti di premeditazione e crudeltà contestate in primo grado dalla Corte.
“Né crudele né calcolatore”
Le difese sostengono che il comportamento dell’imputato, descritto inizialmente come “spietato” e “strategico”, si configuri in realtà come una condotta centrata sulla paura di perdere il controllo della propria immagine sociale. Impagnatiello, descritto come “uomo fragile e vulnerabile”, avrebbe agito in modo grossolano e affrettato, e non in modo premeditato come sostenuto dall’accusa .
Il riferimento specifico alla gravidanza di Giulia – il settimo mese – viene interpretato come elemento scatenante che avrebbe messo in crisi l’autore, temendo il giudizio di familiari e amici .
“Con la gravidanza temeva per la sua immagine”
Il punto centrale del ricorso si basa proprio su questa tesi:
“Temeva di essere visto come un padre responsabile, affetto da fragilità, e questo lo avrebbe spinto a reagire impulsivamente” .
Secondo la difesa, l’omicidio è stato quindi un atto dettato dall’ansia di preservare una reputazione costruita, non un piano criminale studiato con freddezza.
Contestazione delle aggravanti
Il ricorso contesta le aggravanti riconosciute in primo grado, sostenendo che:
- Premeditazione: non ci sarebbe un disegno lucido e metodico, ma un’accondiscendenza impulsiva nella distinzione tra odio e paura legati alla gravidanza.
- Crudeltà: l’azione non deriverebbe da sadismo o disumanità, bensì da un gesto precipitato senza pensiero, incompatibile con un piano sadico .
Il quadro processuale aggiornato
| Aspetto | Primo grado | Difesa in Appello |
|---|---|---|
| Pena | Ergastolo + isolamento | Impugnazione per attenuare aggravanti |
| Aggravante contestata | Premeditazione, crudeltà, rapporto affettivo | Premeditazione e crudeltà da escludere |
| Logica difensiva | Uomo-planner, narcisista | Uomo fragile, gesto impulsivo causato da ansia |
Prossimi sviluppi
L’appello è in fase di deposito e sarà discusso nei prossimi mesi. Le avvocate Geradini e Barbaglia puntano a ottenere una revisione, magari fino all’ingiustificazione delle aggravanti, e ad aprire uno spazio per la giustizia riparativa. La parola ora passa alla Corte d’Appello, che valuterà se la versione impulsiva contrasta con la ricostruzione giudiziaria.
La difesa di Impagnatiello ribalta il quadro: quello che sembra un piano violento, secondo loro è un gesto dettato dalla paura delle conseguenze della gravidanza sul suo status. Resta da chiarire se questa visione possa far cadere le aggravanti e alleggerire la pena.
The post Omicidio Tramontano, la difesa di Impagnatiello in Appello: “Con la gravidanza temeva per la sua immagine” first appeared on ADN24.
