Un uomo è stato posto agli arresti domiciliari con l’accusa di violenza sessuale aggravata nei confronti delle sue due figlie minorenni. Il provvedimento cautelare è stato emesso dal Giudice per le indagini preliminari (GIP) del Tribunale di Patti, su richiesta della Procura della Repubblica, guidata dal procuratore Angelo Vittorio Cavallo.
Le indagini
Le indagini sono state avviate nell’ottobre 2024, a seguito della denuncia presentata dalla madre delle due bambine, ex convivente dell’indagato. Secondo quanto emerso, gli abusi sarebbero iniziati nel 2021, approfittando dell’assenza della madre. Le vittime, entrambe minori di 14 anni, avrebbero subito molestie sessuali da parte del padre. Le indagini, sviluppate anche attraverso intercettazioni, hanno confermato la gravità dei fatti, portando all’emissione della misura cautelare degli arresti domiciliari.
Il reato di violenza sessuale
In Italia, la violenza sessuale è disciplinata dall’articolo 609-bis del Codice Penale. Chiunque, con violenza o minaccia o mediante abuso di autorità, costringe taluno a compiere o subire atti sessuali è punito con la reclusione da sei a dodici anni. La pena è aumentata se la violenza è commessa nei confronti di una persona che non ha compiuto gli anni quattordici.
Gli arresti domiciliari
Gli arresti domiciliari sono una misura cautelare personale, coercitiva e custodiale, prevista e disciplinata in Italia dall’articolo 284 del Codice di Procedura Penale. Con il provvedimento che dispone gli arresti domiciliari, il giudice prescrive all’imputato di non allontanarsi dalla propria abitazione o da altro luogo di privata dimora. Quando è necessario, il giudice impone limiti o divieti alla facoltà dell’imputato di comunicare con persone diverse da quelle che con lui coabitano o che lo assistono.
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