La riapertura delle indagini sull’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto nel 2007 a Garlasco, si trova ad affrontare un ostacolo significativo: la distruzione di alcuni reperti fondamentali per l’analisi del DNA. Nel 2022, infatti, diversi oggetti custoditi presso l’ufficio corpi di reato del Tribunale di Pavia, tra cui il pigiama indossato dalla vittima al momento del delitto, sono stati smaltiti. Questa prassi, comune nei casi con sentenze definitive e dopo molti anni, è stata adottata anche per questioni logistiche legate alla gestione degli spazi.
La nuova indagine su Andrea Sempio
Andrea Sempio, amico del fratello di Chiara Poggi, è nuovamente al centro dell’attenzione investigativa. Già indagato e prosciolto nel 2017, Sempio è stato recentemente sottoposto a un nuovo prelievo di DNA. Le autorità intendono confrontare il suo profilo genetico con le tracce biologiche rinvenute sulla scena del crimine, in particolare quelle sotto le unghie della vittima. Tuttavia, la distruzione dei reperti chiave complica notevolmente questa operazione.
Le sfide dell’analisi del DNA
La mancanza dei reperti originali limita la possibilità di effettuare confronti diretti e affidabili. Inoltre, la comunità scientifica sottolinea che il DNA non può essere datato con precisione, rendendo difficile stabilire quando una determinata traccia sia stata depositata. Questo aspetto complica ulteriormente l’attribuzione delle tracce a un momento specifico, come il giorno dell’omicidio.
La ricerca di nuovi elementi
Nonostante la distruzione di alcuni reperti, gli investigatori stanno esaminando altri materiali che potrebbero contenere tracce utili. Tra questi, vi sono oggetti mai analizzati o che, grazie alle moderne tecnologie, potrebbero ora fornire risultati più precisi. La Procura di Pavia ha acquisito nuovi reperti, come para-adesivi delle impronte e oggetti analizzati dai carabinieri del Ris di Parma, con l’obiettivo di confrontarli con il DNA di Sempio
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