Si allarga l’orrore legato al caso del cosiddetto serial killer delle escort. Dopo l’omicidio di Denisa, 25 anni, ritrovata senza vita in un appartamento della capitale, il principale sospettato ha confessato un secondo efferato delitto: la vittima è Ana, una giovane donna di origini dell’Est Europa, anch’ella dedita all’attività di escort.
L’uomo, già in custodia cautelare per l’omicidio di Denisa, avrebbe ammesso di aver ucciso Ana nel corso di un interrogatorio fiume condotto dagli inquirenti. La confessione ha sconvolto gli investigatori e ha aperto nuovi scenari inquietanti. Le forze dell’ordine ora sospettano che l’assassino possa essere coinvolto in una catena di omicidi seriali a danno di lavoratrici del sesso.
Una confessione shock: “Ho ucciso anche Ana”
Secondo fonti investigative, il killer – un uomo di circa 40 anni con precedenti per violenza – avrebbe fornito dettagli precisi sul luogo e le modalità con cui ha tolto la vita ad Ana. Il corpo della giovane sarebbe stato nascosto in una zona periferica, non lontano dal luogo del primo delitto.
La confessione è stata considerata attendibile e ha già portato al ritrovamento di resti compatibili con quanto dichiarato. Le autorità attendono l’esito dell’autopsia e l’identificazione ufficiale tramite DNA, ma ci sono pochi dubbi: si tratta proprio di Ana, scomparsa da settimane e mai più tornata a casa.
Il profilo del serial killer delle escort
Il sospettato è ora ritenuto un possibile serial killer con un modus operandi preciso, che prende di mira donne vulnerabili, spesso straniere e senza legami familiari stabili in Italia. La Procura sta lavorando a una mappatura dei casi di escort scomparse negli ultimi mesi, temendo che il numero delle vittime possa essere più alto.
Le due vittime, Denisa e Ana, presentavano dinamiche simili: contatti online per appuntamenti, sparizione improvvisa, ritrovamenti in luoghi isolati e segni evidenti di violenza. Tutti elementi che rafforzano l’ipotesi di un serial killer metodico e pericoloso.
Allarme sicurezza: cresce la paura tra le escort
L’inquietante escalation ha sollevato un’ondata di preoccupazione tra le lavoratrici del sesso, soprattutto nelle grandi città come Roma e Milano. Alcune associazioni hanno lanciato appelli per rafforzare i controlli e proteggere le donne più esposte, mentre si moltiplicano le denunce di minacce e comportamenti sospetti.
Anche il mondo politico inizia a interrogarsi sull’efficacia delle attuali misure di prevenzione e tutela per le escort, spesso vittime invisibili di violenza e sfruttamento.
Indagini in corso: si cerca il legame con altri casi irrisolti
Gli inquirenti stanno esaminando possibili collegamenti con altri casi irrisolti avvenuti negli ultimi anni, in particolare nella zona del Centro e Nord Italia. Il profilo psicologico del sospettato è ora al vaglio degli esperti: si ipotizza una personalità disturbata, con un forte odio verso le donne e una lucidità operativa inquietante.
La Procura ha disposto nuove perquisizioni e sta analizzando cellulari, account social e dispositivi digitali del killer per tracciare eventuali contatti con altre potenziali vittime.
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