Nuova notte di tensione in Ucraina, dove le forze armate hanno abbattuto oltre 60 droni russi lanciati in un attacco massiccio contro infrastrutture strategiche nel sud e nell’est del Paese. L’operazione, definita da Kiev “una delle più intense dall’inizio del 2025”, ha riacceso l’allarme su una possibile escalation militare nel conflitto con la Russia.
Secondo lo Stato Maggiore ucraino, i droni – di tipo Shahed, di fabbricazione iraniana – avevano come obiettivo impianti energetici, magazzini logistici e aree urbane nelle regioni di Odessa, Dnipropetrovsk e Kharkiv. Sebbene l’intercettazione da parte della difesa aerea ucraina abbia evitato una strage, alcuni detriti hanno causato danni a infrastrutture civili e il ferimento di almeno quattro persone.
Il presidente Volodymyr Zelensky ha parlato apertamente di una strategia russa mirata ad alzare la tensione, affermando: “Mosca vuole destabilizzare l’intero quadrante orientale dell’Europa. Il rischio di una nuova escalation su larga scala è concreto, e serve una risposta unitaria e decisa da parte dell’Occidente”.
In questo clima, cresce il peso della diplomazia internazionale. L’inviato di Zelensky, Andriy Yermak, è volato a Washington dove ha incontrato il generale Keith Kellogg, figura chiave nel settore della sicurezza nazionale americana. L’incontro ha avuto come obiettivo il rafforzamento della cooperazione militare tra Stati Uniti e Ucraina, in particolare nel campo della difesa aerea e dell’intelligence preventiva contro gli attacchi con droni e missili.
Secondo fonti vicine alla presidenza ucraina, l’obiettivo è ottenere sistemi antimissile più avanzati e accelerare le forniture belliche in vista dell’estate, stagione che – come già accaduto negli anni precedenti – potrebbe coincidere con una nuova offensiva russa intensificata.
Intanto, sul campo si continua a combattere. Le autorità ucraine temono che l’aumento degli attacchi notturni e l’uso massiccio di droni da parte russa siano il preludio a una nuova fase del conflitto, con rischi di escalation anche verso i Paesi vicini, come la Moldavia e la Polonia, dove recentemente sono stati rilevati sconfinamenti aerei e cyberattacchi sospetti.
La comunità internazionale guarda con crescente preoccupazione all’evoluzione del conflitto. L’eventuale allargamento dello scontro armato, diretto o indiretto, rischia di trasformare la guerra in Ucraina in una crisi di sicurezza globale, con effetti sull’equilibrio strategico dell’intera Europa orientale.
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